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“Mai più”, nuovo servizio per donne vittime di violenza

Breganze – Mi più donne vittime di violenza lasciate sole. Mai più donne spaventate e disinformate, che non sanno a chi chiedere aiuto. Mai più. Due parole importanti, un impegno forte che dà il nome ad un nuovo servizio di ascolto, di assistenza legale e psicologica, pensato proprio per le donne che subiscono violenza e al quale si può accedere contattando il numero 0424 525065.

Questa iniziativa è stata elaborata dalla fondazione Only the brave (onlus del gruppo Otb, fondata dall’imprenditore Renzo Rosso), con la partecipazione dell’associazione Casa di pronta accoglienza Sichem cnlus e con lo studio dell’avvocato Fabio Pinelli. Il lancio ufficiale è avvenuto ieri sera, nell’auditorium dell’azienda Diesel di Breganze.

“Quello della violenza di genere – ha sottolineato Arianna Alessi, vice presidente della fondazione Otb – è un problema di grande attualità che richiede l’impegno di tutti. Fare rete è fondamentale e il progetto Mai più nasce con l’idea di affiancare e supportare le realtà che già operano nel territorio, come casa Sichem e lo studio Pinelli”.

I numeri del fenomeno sono davvero drammatici. Negli ultimi 10 anni sono state uccise 1740 donne in Italia e il 46% ha trovato la morte per mano del partner. Spesso questi omicidi sono il tragico epilogo di una storia di maltrattamenti, persecuzioni, violenze psicologiche. L’Istat stima in 3,5 milioni le donne che, nella loro vita, sono state vittime di stalking. Il 78% non cerca aiuto e non denuncia.

“La situazione complessiva del diritto penale – ha spiegato Pinelli – vede un incremento dei reati legati alla violenza di genere, a fronte di un decremento dei reati di altra tipologia. Si tratta di un dato preoccupante, che deve far riflettere. Noi tutti dobbiamo avere la capacità di essere portatori, all’interno di ogni nostra relazione, di una cultura di eguaglianza, rispetto e di contrarietà alla discriminazione di genere”.

“La legislazione penalistica sul tema c’è – ha proseguito -, la risposta sanzionatoria prevista dalle norme esiste. Nonostante questo, la violenza nei confronti delle donne è fortemente presente nella nostra società. Per questo mi sono convinto che la questione sia innanzitutto di carattere culturale. C’è una parte di società che ancora non sopporta l’idea che la donna possa essere libera, indipendente, possa lasciare il marito, interrompere una relazione. Oggi noi facciamo una battaglia di libertà, di libertà per ogni donna che viva in questo paese di poter decidere cosa fare della propria vita e di poter scegliere senza essere offesa”.

Altro partner del progetto è Casa Sichem, realtà attiva a Bassano e nata trent’anni fa per accogliere tutte le donne in difficoltà. A loro viene fornito supporto e aiuto da parte di educatori e operatori appositamente formati. Nel 2012, inoltre, è nata la residenza Casa Tabità, un rifugio per trovare protezione lasciandosi alle spalle una situazione di maltrattamenti. Nel 2017 sono state accolte tredici donne e quindici minori.

“Due di queste donne sono arrivate direttamente dal pronto soccorso – ha spiegato Valeria Martinelli, presidente di Casa Sichem – , due dai carabinieri, sei dai centri antiviolenza del nostro territorio. Sono donne sole, che la famiglia non appoggia, che magari, manifestata la volontà di andarsene si sentono pure accusate di aver rovinato la famiglia”.

“L’aspetto innovativo di questo progetto – ha concluso Alessi – è che, oltre al supporto psicologico e legale fornito da professionisti, e alla messa in sicurezza della donna, con l’allontanamento da casa, per chi si trova in difficoltà economica c’è la possibilità di attivare un tirocinio formativo di sei mesi, retribuito con 500 euro al mese. Un elemento che contribuisce a ridare dignità ad una donna maltrattata, perché possa voltare pagina e rifarsi una vita”.

Ilaria Martini

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