domenica , 7 Marzo 2021

La Legge 194 ha 40 anni, ma ci sono troppi obiettori

Vicenza – Martedì 22 maggio ricorre il 40esimo anniversario dalla approvazione della legge 194, che ha introdotto in Italia la possibilità di ricorrere legalmente all’interruzione volontaria di gravidanza. Fu pensata con il duplice scopo di abbattere il ricorso alla pratica dell’aborto clandestino ed al tempo stesso di contrastare il ricorso all’aborto come forma di controllo delle nascite. Eppure, a distanza di tanti anni, in Veneto, le donne hanno sempre maggiori difficoltà ad accedere a questo diritto sancito dalla legge, questo soprattutto a causa dell’alto numero di obiettori di coscienza nella sanità pubblica.

Naturalmente, della questione si discute da tempo, e ci sono forze che si oppongono a questa che, di fatto, è una violazione delle leggi italiane. Tra queste anche i sindacati Cigil, Cisl e Uil che a Vicenza hanno promosso un presidio, in forma unitaria, per chiedere, ancora una volta, la piena applicazione della legge in Veneto. A Vicenza il presidio si terrà dalle 9 alle 10,30, all’ospedale San Bortolo, e a Bassano del Grappa davanti al San Bassiano, dalle 9,30 alle 11.

Cgil, Cisl e Uil di Vicenza chiedono alla Regione Veneto e alle Ulss l’apertura di tavoli di confronto su queste tematiche ed un monitoraggio sulla effettiva ed efficace applicazione della legge, soprattutto per quanto riguarda il numero degli obiettori di coscienza e il funzionamento dei consultori familiari. Tra le altre richieste, quelle di garantire l’accesso diretto della donna nei presidi ostetrico ginecologici, garantire in tutte le strutture ospedaliere e territoriali la presenza di personale non obiettore, prevedere l’inserimento della figura del mediatore culturale per favorire il dialogo con le donne straniere.

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