Gioco d’azzardo, via libera al piano del Veneto

Venezia – Via libera, da parte del ministero della salute, al piano della Regione Veneto in materia di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico e di cura di coloro che sono affetti da questa patologia.

“Il progetto veneto – sottolinea una nota di Palazzo Balbi – impegna i servizi per le dipendenze nella presa in carico dei giocatori compulsivi secondo le direttive dei Livelli essenziali di assistenza, sostiene la sperimentazione di modelli innovativi di prevenzione e cura, e destina risorse al rafforzamento delle reti locali e delle esperienze di mutuo aiuto, secondo un approccio multidisciplinare e integrato, che coinvolge anche il privato sociale. Infatti non sono solo i servizi per le dipendenze a doversi fare carico dei malati di gioco, ma tutta la comunità e l’intera rete dei servizi locali”.

Con il via libera del ministero, e superato il contenzioso con l’associazione dei consumatori che aveva lamentato il mancato coinvolgimento, diventa spendibile la prima tranche della quota del Fondo nazionale per il gioco patologico assegnata al Veneto, pari a 4.050.000 euro. Risorse alle quali va aggiunta la quota regionale di 1.280.000 euro del Fondo sanitario regionale.

Un quarto dei fondi sarà destinato alla prevenzione, due terzi a interventi di cura e riabilitazione e la restante parte sarà impegnata per le attività istituzionali (tavoli regionali e provinciali di coordinamento, reti tra comuni) e per quelle di ricerca, coordinate dall’Università di Verona. Il piano regionale prevede anche attività di informazione e sensibilizzazione a partire da baristi, tabaccai, gestori dei punti scommessa, interventi di prevenzione nelle scuole e nei centri anziani, programmi di cura e di riabilitazione, valorizzazione delle esperienze territoriali del mutuo aiuto.

“E’ dal 2000 – ha sottolineato l’assessore veneto al sociale, Manuela Lanzarin – che i servizi per le tossicodipendenze del Veneto si occupano, in modo sperimentale della dipendenza da gioco d’azzardo. Anche la legislazione regionale è più volte intervenuta inserendo il gioco d’azzardo nei programmi del Piano sociosanitario regionale, prevedendo piani di prevenzione e azioni dissuasorie nei confronti dei pubblici esercenti che installano slot e videolotterie e con norme urbanistiche in merito a distanze minime dei punti gioco dai cosiddetti luoghi sensibili, come scuole, centri di aggregazione e centri per anziani”.

“Il via libera ai fondi del piano nazionale – ha concluso – consentirà di potenziare gli interventi di prevenzione e di contrasto al gioco patologico e di rendere omogenea su tutto il territorio regionale la rete pubblico-privata di prevenzione, sostegno alle famiglie e di cura nei confronti delle persone affette da questo tipo di dipendenza, del tutto analoga a quella da sostanze, mettendo concretamente a regime il quadro organico di interventi progettato tra Regione, Ulss, Servizi per le dipendenze e Comuni”.

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