Vicenza, teatro contro l’omofobia all’Astra

Vicenza – Il 17 maggio 1990 è una data storica: è la data in cui, dopo un percorso lungo e tortuoso, l’Organizzazione mondiale della sanità depennava finalmente l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano”. Per ricordare questa svolta epocale e per promuovere la lotta contro ogni forma di discriminazione fondata sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale, nel 2004 l’Unione Europea ha istituito la Giornata internazionale contro l’omofobia, in seguito Giornata internazionale contro l’omo-bi-transfobia, che da allora ci celebra 17 maggio di ogni anno con iniziative di sensibilizzazione e prevenzione su tutto il territorio europeo.

A Vicenza, aspettando l’ormai tradizionale appuntamento con “Un abbraccio alla Basilica” promosso da Arcigay Vicenza e in programma quest’anno per sabato 19 maggio, il Centro di produzione teatrale La Piccionaia aderisce ospitando lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2017, il più importante riconoscimento nazionale per il teatro di ricerca under 35. L’appuntamento è al Teatro Astra per venerdì 11 maggio, alle 21, con la giovane formazione The Baby Walk, capitanata dall’astro nascente della regia italiana Liv Ferracchiati, e il suo spettacolo “Un eschimese in Amazzonia”, ultimo capitolo di un progetto di indagine sull’identità di genere dal titolo “Trilogia sull’identità” selezionato da Antonio Latella per la Biennale teatro di Venezia 2017.

Lo spettacolo è ideato e scritto da Liv Ferracchiati, che sarà anche in scena assieme a Francesco Aricò, Greta Cappelletti, Laura Dondi, Giacomo Marettelli Priorelli. Il titolo è una citazione dell’attivista e presidente del Movimento italiano transessuale Porpora Marcasciano e si riferisce al contesto socio culturale avverso che “compromette, ostacola, falsifica un percorso che potrebbe essere dei più sicuri e tranquilli”.

“In altre parole – spiegano gli organizzatori -, una metafora della condizione esistenziale della persona transgender all’interno di una società incapace di andare oltre il modello binario maschio-femmina, omosessuale-eterosessuale, che invade e condiziona le nostre vite senza che ne ce accorgiamo. Un modello che la presenza degli eschimesi manda in cortocircuito rendendo manifesta la necessità della sua messa in discussione. Al centro dello spettacolo, dunque, il confronto tra la persona transgender, l’eschimese appunto, e la società: da una parte una presenza imprevista, che sfida le regole e impone uno spostamento dello sguardo, raccontandosi con disarmante naturalezza, dall’altra il coro ritmato e incalzante della collettività, che vuole risposte certe ed esprime nel meccanismo del link web il naufragio del pensiero”.

“Ma a ben guardare, nemmeno l’eschimese è esente da questa spersonalizzazione, anzi è un personaggio autentico proprio perché vive e rappresenta la propria inautenticità di abitante del suo tempo. Ecco allora che la sfida è capire se e quanto la cosiddetta maggioranza gli sia distante: non senza una vena comica, che nasce dallo smascheramento di quelle dinamiche che rendono l’essere umano una marionetta, una macchina, ovvero un essere sociale, già giocato dalla cultura. Un lavoro, come sottolinea la motivazione della giuria del Premio Scenario, che colpisce per la scelta di una narrazione che rinuncia ai codici interpretativi per raccontare con ironia e delicata sfrontatezza una tematica alla quale aggiunge nuove risonanze”.

Lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria, Centro Teatrale Mamimò, Campo Teatrale, The Baby Walk. Costumi di Laura Dondi, luci di Giacomo Marettelli Priorelli, suono di Giacomo Agnifili. Prevendite online sul sito web del Teatro Astra e su  Vivaticket, presso l’ufficio del Teatro Astra e al botteghino del teatro a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Informazioni per il pubblico: info@teatroastra.it, www.teatroastra.it.

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