Dalla Rosa tagliente sui fascisti in lista con Rucco

Vicenza – Anche il candidato sindaco del centrosinistra Otello Dalla Rosa interviene a seguito delle notizie apparse sul Giornale di Vicenza rispetto a post dai contenuti fascisti e razzisti di candidati che fanno parte delle liste a sostegno di Francesco Rucco.

“Quanto rivelato oggi dal Giornale di Vicenza mi lascia basito – sottolinea Dalla Rosa -. Il contenuto di certi post sui social sarebbe già di per sé inaccettabile: un campionario completo dal razzismo all’omofobia, dall’antisemitismo all’apologia di fascismo e nazismo. Ma l’aspetto sconvolgente è che un candidato sindaco che ammette di conoscere la storia di questi candidati abbia potuto accettare di inserirli nella sua squadra”.

“Ho una domanda per Francesco Rucco – continua -. È questa la sua capacità di giudizio? È questo lo spirito civico con cui vuole governare la città? E soprattutto: è questa la sua idea di leadership? Scaricare la colpa sui candidati che lui stesso ha selezionato, pur conoscendone benissimo la storia, come lui stesso ha confermato? Un leader dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, non scaricarle su altri. Voglio dire con chiarezza una cosa. Il punto qui non è centrosinistra contro centrodestra. Vicenza, semplicemente, non può permettersi di finire in mano agli estremisti. Non è questa l’identità della nostra città. Mi chiedo – conclude Dalla Rosa – cosa pensino i moderati di Forza Italia e quelli della lista Rucco Sindaco di questi loro nuovi compagni di viaggio”.

Da segnalare, prima di concludere, che anche il candidato sindaco di Vicenza di Siamo Veneto, Andrea Maroso, prende le distante e condanna senza esitazioni “qualsiasi frase, post, commento di stampo neonazista, postfascista, xenofobo, omofobo. Non c’è nulla di più lontano – scrive in una breve nota – dalla nostra mentalità veneta di accoglienza e solidarietà, ispirata ai valori della Serenissima. Nella tragica storia italiota il duce ha rappresentato un momento unitario, vera disgrazia per il percorso di libertà e indipendenza del nostro popolo”.

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