Giulia Faresin (Foto tratta dal profilo Linkedin)
Giulia Faresin (Foto tratta dal profilo Linkedin)

Confindustria, una donna guida il Gruppo Giovani

Vicenza – Da oggi c’è una donna alla guida dei Giovani imprenditori di Confindustria Vicenza. È Giulia Faresin eletta presidente del Gruppo nel corso dell’assemblea svoltasi presso la Mevis Spa, a Rosà, ed è la prima donna a ricoprire il ruolo di presidenza del sodalizio dei giovani industriali berici, oltre ad essere la più giovane chiamata a questo ruolo dai tempi di Giancarlo Ferretto, primo presidente del gruppo eletto a 26 anni nel 1959.

Classe 1990, laureata in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano, Giulia Faresin è operations manager in Faresin Industries Spa, azienda con base a Breganze che produce carri miscelatori per il settore zootecnico e sollevatori telescopici per il settore agricolo e costruzioni, con un fatturato di quasi 40 milioni di euro. Si occupa dei processi di acquisto, produzione, logistica e post vendita e segue il mercato brasiliano.

Iscritta al Gruppo giovani di Confindustria dal 2011, ha ricoperto la carica di consigliere dal maggio 2017, e succede ora a Eugenio Calearo Ciman, passato lo scorso dicembre alla guida dei giovani imprenditori del Veneto. All’interno di Confindustria Faresin è anche consigliere in Assomase  (Associazione costruttori macchine agricole semoventi) di Federuncacoma (Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura).

Guiderà il consiglio direttivo, già insediatosi nel 2017, composto dai vicepresidenti Davide Baù, Sofia Casolo, Roberto Fracca e Mattia Pedon, e dai consiglieri Eugenio Calearo Ciman, Giovanni Carta, Matteo Perin, e Alberto Rasotto.

“Sono felice e onorata – ha commentato la neo eletta presidente – di poter rappresentare il gruppo dei giovani imprenditori di Confindustria Vicenza, anche perché so di poter contare su una squadra affiatata e sul sostegno di tutti i miei colleghi, che ringrazio fin da ora per la fiducia e il supporto. Credo che il nostro gruppo, oggi più che mai, possa essere la fucina di un modo di fare impresa basato su una visione organica e allargata del mondo della produzione, che metta al centro le persone  e il luogo in cui si opera”.

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