Ermanno Olmi al Premio Chiara 2013 - Foto di Associazione Amici di Piero Chiara (CC BY 2.0)
Ermanno Olmi al Premio Chiara 2013 - Foto di Associazione Amici di Piero Chiara (CC BY 2.0)

Cinema in lutto per la morte di Ermanno Olmi

Asiago – Lutto nel mondo della cultura, e del cinema in particolare, per la morte, la notte scorsa, di Ermanno Olmi. Il regista se n’è andato ad 86 anni, all’ospedale di Asiago, città nella quale risiedeva da tempo considerandosi altopianese di adozione. Naturalmente la notizia ha destato cordoglio in tutto il Veneto, e sono stati molti oggi i personaggi pubblici ad intervenire per ricodare il grande regista, a cominciare dal presidente della Regione Luca Zaia.

Olmi era nato a Bergamo, il 24 luglio del 1931, da una famiglia profondamente cattolica, con un padre ferroviere ed una madre operaia. Ancora molto giovane si trasferisce a Milano per  seguire i corsi di recitazione dell’Accademia di arte drammatica, alternando lo studio al lavoro per riuscire a mantenersi.

Tra il 1953 e il 1961 realizza decine di documentari e nel 1959 si propone sul grande schermo con il lungometraggio “Il tempo si è fermato”, una storia che parla dell’amicizia fra uno studente e il guardiano di una diga, nella solitudine dell’alta montagna. Arriva poi un film tra i più importanti nella sua carriera, “Il posto” che lo fa conoscere e che riceve, nel 1961, il premio della critica alla Mostra del Cinema di Venezia. Il grande successo arriva comunque nel 1978, con “L’albero degli zoccoli”, il suo film più noto e quello che che è considerato il suo capolavoro.

“Dopo una dura lotta contro una grave malattia – si legge di lui su Wikipedia -, la sindrome di Guillain-Barré, che lo tiene a lungo lontano dai riflettori, nel 1987 Olmi torna a dirigere una pellicola con il claustrofobico Lunga vita alla signora!, premiato al Festival di Venezia con il Leone d’Argento. L’anno seguente si aggiudica, invece, il Leone d’oro grazie a La leggenda del santo bevitore, basato sull’omonimo racconto scritto da Joseph Roth e adattato da Tullio Kezich e dal regista stesso. A differenza delle altre, si tratta di una pellicola per il mercato internazionale, girata in inglese e interpretata dall’olandese Rutger Hauer; l’ambientazione, poi, è a Parigi. Oltre al premio della rassegna lagunare, il film vince quattro David di Donatello”.

Nel 1982 Olmi ha fondato, a Bassano del Grappa, la scuola di cinema Ipotesi Cinema. Tra i suoi lavori degli ultimi anni, dal 2000 in poi, ricordiamo “Il mestiere delle armi”, film storico presentato con al Festival di Cannes e molto apprezzato a livello internazionale. Il film ha anche vinto ben nove David di Donatello. Poi è la volta di “Centochiodi”, ed infine, l’ultimo suo lavoro, “Torneranno i prati”, del 2014, interamente girato ed ambientato sull’Altopiano di Asiago. I funerali si terranno in forma strettamente privata.

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