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Borgo Berga, Di Bartolo (M5S): “…per noi pari sono!”

Francesco Di Bartolo, candidato sindaco a Vicenza per il Movimento 5 Stelle, commenta la polemica scoppiata tra altri due candidati, Otello Dalla Rosa e Francesco Rucco, rispettivamente per il centrosinistra e per il centrodestra, sulle responsabilità delle ultime amministrazioni comunali in merito alla lottizzazione di Borgo Berga

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Vicenza – La polemica scoppiata tra il candidati Otello Dalla Rosa e Francesco Rucco su Borgo Berga (“è colpa di Hullweck” da parte di Dalla Rosa, “no, è colpa di Franzina” replica Rucco) svela tutta l’incapacità e la mancanza di visione complessiva sul futuro urbanistico della città. Perché siamo tutti bravi a dire che vogliamo tutelare il paesaggio e l’ambiente, ma proprio Borgo Berga diventa il banco di prova di ciò che si vorrà fare. Infatti, nessuno dei due rappresentanti del centro sinistra e del centro destra dice chiaramente, se diventeranno sindaci, cosa faranno di Borgo Berga. Nessuno dei due si pronuncia sulle problematiche e sulle criticità strutturali del Tribunale e di tutta l’area.

Hanno forse paura di essere denunciati per danni da parte del costruttore? Riepiloghiamo.  Nel 2006, amministrazione di centro destra, i lavori partono con la demolizione del vecchio stabilimento, nonostante le prescrizioni della Soprintendenza. Arrivano le prime denunce da parte di Legambiente, Italia Nostra e del Comitato contro gli abusi edilizi. Nel 2008 cambia l’amministrazione, e nonostante da consigliere regionale avesse tuonato contro il Tribunale (definendolo “un mostro”), il nuovo sindaco Achille Variati, del Pd, fa approvare nel 2009 una variante urbanistica che di fatto conferma il vecchio piano. E non è tutto: la giunta di centro sinistra non ha mai fornito spiegazioni alle tante criticità del progetto, emerse anche dalle indagini della Procura.

Ricordiamo che la  Commissione territorio straodinaria, delegata a tale compito dal consiglio comunale, non ha mai presentato i risultati del suo lavoro e che lo stesso direttore del Comune, tuttora indagato,  davanti al magistrato che lo interrogava, si è  avvalso della facoltà di non rispondere, dimenticandosi del suo ruolo istituzionale. Ai vicentini le passate amministrazioni non hanno mai fornito spiegazioni e risposte ai tanti dubbi sollevati da più parti. Il pubblico ministero che indaga ha scritto che “sussiste l’illegittimità del piano di lottizzazione e dunque dei permessi a costruire rilasciati e da rilasciare”; che mancano “gli elaborati sulle zone sismiche, che manca il rispetto delle prescrizioni della sovrintendenza e che mancano valutazioni ambientali”.

Anche l’Anticorruzione di Raffaele Cantone ha messo in discussione gli accordi tra Comune e privati, che conterrebbero uno squilibrio nei profitti del privato a danno dell’amministrazione, quantificato in una decina di milioni di euro. Inoltre, le opere di urbanizzazione si sarebbero dovute effettuare con una gara pubblica e non, com’è accaduto, senza bando. La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo per presunto danno erariale. Sussistono dubbi circa le valutazioni e i pareri di natura ambientale che dovrebbero tutelare il territorio, il paesaggio, il patrimonio culturale della nostra città e che, nel caso di Borgo Berga, sono mancati.

Ci riferiamo alla valutazione di compatibilità idraulica, che lo stesso Genio Civile riteneva necessaria per la variante di Variati del 2009; alla mancata segnalazione all’Unesco di cui non si è voluto ascoltare il parere, se non a giochi fatti; alla Valutazione ambientale strategica (Vas) che avrebbe dovuto valutare  l’impatto dell’intervento sul patrimonio culturale;  alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) per le eventuali interferenze sul vicino sito di interesse comunitario (Bacchiglione) e sulla Zona di protezione speciale (l’oasi di Borgo Casale, che è luogo di transito degli uccelli migratori), e infine alla legge Galasso (oggi D.lgs. 42/2004) sul vincolo paesaggistico, che dal 2014, con una interpretazione piuttosto bizantina,  gli uffici comunali  ritengono di non dover più rispettare per l’area ex Cotorossi.

Se vinceremo le elezioni, noi del Movimento 5 Stelle continueremo a lottare per fare chiarezza su questa tristissima vicenda, in collaborazione con la magistratura e a tutela della città e dei suoi abitanti. Non sono sufficienti i buoni propositi di tutela dell’ambiente e del paesaggio, mentre riteniamo che per essere credibili si debbano fare onestamente i conti con il passato, perché altrimenti i problemi irrisolti di ieri si ripresenteranno, e allora i buoni propositi di oggi altro non saranno che fanfaluche elettorali.

Francesco Di Bartolo – Candidato sindaco Movimento 5 Stelle Vicenza

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