Breaking News
Mara Bizzotto con Matteo Salvini
Mara Bizzotto con Matteo Salvini, al Parlamento Europeo

Bizzotto critica la scelta di Mattarella

Bruxelles – Sono passati poco meno di tre mesi dalle elezioni politiche (4 marzo) e ancora l’Italia non ha un governo. Dopo alcuni giri di consultazioni non andati a buon fine, il 23 maggio, con l’incarico di formare l’esecutivo conferito a Giuseppe Conte, sembrava che la situazione potesse finalmente sbloccarsi. Ma non è stato così. Domenica 27, infatti l’idea di dar vita ad un governo giallo verde si è definitivamente arenata.

Lo scoglio? La nomina del ministro dell’economia. La lista dei ministri presentata da Conte prevedeva di affidare quella carica all’economista Paolo Savona, le cui posizioni critiche sull’euro hanno però spinto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a bocciarne il nome. Conte ha rimesso il mandato, ora affidato all’economista Carlo Cottarelli, per la formazione di un governo neutro, in vista delle elezioni anticipate (ad inizio del 2019, se Cottarelli otterrà la fiducia in parlamento o, in caso contrario come quasi certamente sarà, nel mese di settembre).

La decisione del capo dello Stato ha scatenato opposte reazioni. Parole di sostegno sono arrivate dall’opposizione, mentre Salvini e Di Maio hanno reagito in modo duro. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha addirittura parlato di impeachment, di messa in stato di accusa del presidente della Repubblica. Molto critica anche la capogruppo della Lega al Parlamento europeo, Mara Bizzotto, che ha commentato con parole molto dure il comportamento del presidente della Repubblica.

“E’ scandaloso – ha infatti detto – che Mattarella abbia mandato all’aria un governo che aveva la maggioranza parlamentare e che rappresentava, con il contratto di governo, ciò che i cittadini italiani avevano chiesto con il loro voto. E’ evidente che il capo dello Stato ha retto il gioco di chi, a Bruxelles e a Berlino, vuole tenere gli italiani al guinzaglio dei poteri forti, delle agenzie di rating e delle banche che vorrebbero continuare a sottomettere il nostro Paese agli interessi dell’Europa e della finanza internazionale”.

“Bruxelles e Berlino, ma anche qualcuno a Roma – ha concluso -, si renderanno conto molto presto che gli italiani sono stanchi di subire queste inammissibili scorribande straniere. Le prossime elezioni saranno un referendum tra chi crede nella sovranità e nella volontà popolare degli italiani che vogliono tornare liberi, e chi invece preferisce essere schiavo dei diktat dell’Europa e della Germania”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *