Breaking News

Basket, disco rosso per il Famila. Ragusa riapre la serie

Ragusa – Festa rimandata per il Famila Wuber Schio, che ieri sera ha ceduto, con il punteggio di 76-59, ad una combattiva e concreta Passalacqua Ragusa. Davanti al loro pubblico, al PalaMinardi, le biancoverdi hanno dettato i ritmi fin dall’inizio, lasciando pochi margini di manovra alle arancioni, e riaperto la serie (che le scledensi conducono per 2-1) delle finali scudetto del massimo campionato di basket femminile. Le vicentine hanno comunque a disposizione un altro match point per conquistare il tricolore. L’appuntamento con gara 4 è in calendario per giovedì 10, alle 19, ancora al PalaMinardi.

Sono due belle soluzioni spalle a canestro di Yacoubou ad aprire le danze, 0-4. Il centro francese inizia dunque con il piede giusto l’incontro delle 20.30, ma i due falli commessi di seguito costringono coach Vincent a farla accomodare in panchina. Ragusa, intanto, impatta 4-4. Il tabellone segna di nuovo la parità sul 6-6 e sull’8-8, poi le padrone di casa abbozzano una fuga, 12-8, presto frenata da Dotto e compagne, che al settimo minuto mettono la testa avanti, 12-13. I quintetti procedono a braccetto, con attivi provvisori, che alla prima sirena premiano le iblee, 20-18.

Dopo il botta e risposta tra Macchi e Gorini, 22-20, il Famila si porta in vantaggio con una tripla di Gatti, 22-23, ma poi sul parquet cala il buio. Seguono infatti due minuti di black out delle scledensi e Kuster, Hamby e Consolini ne approfittano per griffare un importante break di 9-0 che consente alla Passalacqua di balzare a +8, 31-23. Schio si desta dal torpore e fa muovere il tabellone con Yacoubou, precisa a metà dalla lunetta, e Miyem che dalla media distanza non sbaglia, 31-26. In questi momento, però, l’ago della bilancia pende dalla parte di Ragusa, che prosegue la sua cavalcata fino al 39-28 del ventesimo.

L’ottimo impatto sul match delle iblee prosegue anche alla ripresa del gioco dopo l’intervallo lungo. Le arancioni risalgono fino al -7, 39-32, ma vengono ben presto ricacciate indietro, 46-35. Macchi prende per mano la squadra e prova a chiudere la forbice, 48-40, però le Aquile non hanno alcuna intenzione di farsi chiudere in gabbia: Formica, poco incisiva nelle prime due gare della serie (1 solo punto in 28 minuti di utilizzo), porta il suo mattoncino alla causa e Ragusa si presenta all’ultimo mini riposo con 12 lunghezze di margine, 55-43.

Una stoppata subita, un paio di errori al tiro ed un pallone sciupato riassumono i primi due minuti dell’ultimo quarto delle arancioni. Le siciliane rispondono invece con quattro liberi a bersaglio (Gorini e Kuster) e un semigancio di Formica, 61-43. Dal time out chiesto da coach Vincent, Schio esce con un piglio diverso, e dal -19, 64-45, accorcia fino al -14, 64-50. I tentativi di Zandalasini e Miyem di risalire la china si scontrano con la grinta e la determinazione delle Aquile, che giocano con più scioltezza e non vedono mai il loro vantaggio scendere sotto la doppia cifra. Al PalaMinardi finisce 76-59, con le biancoverdi al centro del campo a raccogliere i meritati applausi del suo pubblico.

Ragusa: Consolini 12, Gorini 11, Valerio ne, Spreafico, Formica 8, Rimi ne, Miccoli 4, Soli 6, Hamby 14, Kuster 10, Ndour 11

Schio: Yacoubou 9, Gatti 3, Miyem 8, Tagliamento 3, Anderson 8, Masciadri, Zandalasini 11, Ress, Dotto 6, Macchi 11

Ilaria Martini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *