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Asili nido, tutti i bambini del mondo sono uguali

Asili nido, tutti i bambini del mondo sono uguali

Venezia – “Quella sugli asili nido è una sentenza bellissima, la Corte costituzionale ribadisce un principio fondamentale: che tutti i bambini del mondo sono uguali. Io l’ho sostenuto da subito: la legge regionale numero 6 del 2017, la cosiddetta Veneto First, discrimina i nuovi italiani, gli italiani nati fuori dal Veneto e gli stessi veneti costretti a trasferirsi o emigrare, magari per lavoro. Ma soprattutto, discrimina i bambini. Per questo mi sono opposto, quando la legge è stata approvata dalla maggioranza, ho scritto alla presidenza del Consiglio dei ministri chiedendo di impugnarla ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione”.

Così il consigliere regionale di minoranza, Piero Ruzzante, di Liberi e Uguali, saluta con soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale che boccia la legge veneta che prevede la precedenza nelle iscrizioni agli asili nido per le famiglie residenti in Veneto da più di 15 anni. Ruzzante infatti il 6 aprile dell’anno scorso aveva scritto una lettera al presidente del Consiglio denunciando i contenuti della legge, anche aderendo all’appello di molte associazioni, comprese Save The Children e l’Unicef.

“La sentenza della Corte – aggiunge Ruzzante – costituisce adesso un importante precedente, di cui il Consiglio regionale dovrà tenere conto in futuro. Ora è scritto nero su bianco che il requisito della residenzialità non si può applicare per i servizi sociali, perché è incostituzionale. Tutti gli uomini nascono liberi e uguali in dignità e diritti, come recita il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani, da cui Liberi e Uguali trae il proprio nome”.

Anche la segreteria provinciale del Partito Democratico interviene per commentare con soddisfazione la sentenza della consulta sugli asili nidi. Lo fa la stessa segretaria, Chiara Luisetto, ricordando che essi sono luoghi di parità educativa e di sostegno alle famiglie e che, di conseguenza, è giusto definire incostituzionale il criterio della residenza prolungata voluto da Zaia.

“La Consulta – scrive la segretaria Pd in una nota – definisce irragionevole il criterio della residenza da 15 anni per dare la precedenza negli aiuti alle famiglie in difficoltà, parla di frontale contrasto con la vocazione sociale degli asili nido. Una politica sbagliata, che mette differenze e distanze laddove i servizi cercano ogni giorno di lavorare per l’integrazione e la crescita delle comunità. L’obiettivo di aiutare una famiglia o magari, come accade, una madre sola, permettendole di sostenere un lavoro mentre il proprio figlio è al sicuro in un luogo che si occupa della sua crescita e tutela, deve essere guidato da criteri che guardino all’effettivo bisogno, alla reale necessità, non certamente alla residenza prolungata”.

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