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Vicenza, nuovo modo di vedere il Teatro Olimpico

Vicenza – Un teatro ripensato, portato nella contemporaneità, per adattarlo ai gusti di un pubblico eterogeneo. Ecco come si presenta, con il nuovo percorso di visita firmato da Alessandro Baricco, il teatro coperto più antico del mondo, vale a dire l’Olimpico, che si trova in piazza Matteotti, a Vicenza.

Il gioiello progettato da Andrea Palladio è al centro del progetto Pop, acronimo di Palladio Olimpico Project, prodotto dalla Scuola Holden, che attraverso visite di circa tre quarti d’ora, punta alla valorizzazione di tutti gli spazi dell’edificio. Un progetto del quale si iniziò a parlare quasi tre anni fa, con i primi scambi di opinioni, idee, dubbi e che, dopo tanto lavoro, oggi, ha finalmente visto la luce.

Alessandro Baricco
Alessandro Baricco

La visita che abbiamo ideato – ha spiegato Baricco, scrittore e preside della Scuola Holden – assume la forma di un percorso drammaturgico: è costruita come una storia. Una lettura che nelle nostre intenzioni vuole essere davvero «pop», nel senso che possa essere apprezzata da tutti. C’è un inizio tranquillizzante e poi una fase più enigmatica di avvicinamento alla sala dove, con un gioco di luci e suoni, abbiamo cercato di condensare tutta l’anima del teatro. Un teatro, l’Olimpico, che dovete fare vostro, amare, conoscere, rendere vivo e portare nel cuore”.

Le visite guidate saranno attive fino alla fine di agosto e, fino a domenica, tutti i cittadini di Vicenza potranno accedere gratis al Teatro Olimpico. Poi si potrà fruire della visita senza supplemento rispetto al normale costo del biglietto di ingresso.

Jacopo Bulgarini d'Elci
Jacopo Bulgarini d’Elci

“Ci sono diversi atteggiamenti – ha sottolineato il vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d’Elci – che si possono avere nei confronti del patrimonio culturale che ci è stato lasciato in custodia. Tralasciando l’estremo di chi li rade al suolo, così da cancellare la memoria del passato, i monumenti possono essere trascurati e lasciati decadere, per prendersene cura solo quando di tratta di salvarli, oppure si può puntare a qualcosa di diverso, vale a dire dotarli di nuovo di un’anima, farli tornare a vivere, ad essere abitati. Ed è la strada che abbiamo cercato di seguire in questi anni”.

Non solo, dunque, una celebrazione dei fasti del passato, ma soprattutto un lavoro di reinvenzione e di immaginazione di un futuro, al passo coi i gusti del pubblico, che sia però all’altezza del passato.

“Dovendo scegliere qualcuno – ha concluso Bulgarini d’Elci – al quale affidare il compito di proiettare, tramite una narrazione, l’Olimpico al presente, mi è stato chiaro fin dal primo momento che nessuno meglio di Alessandro Baricco avrebbe potuto ricoprire questo ruolo”.

Ilaria Martini

Un commento

  1. Vado subito a fare la visita annunciata. Trovo l’iniziativa davvero interessante e poi vi darò il mio commento.

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