Goldin, a sinistra, e Bulgarini d’Elci, accanto a "Paesaggio con la pioggia", di Van Gogh
Goldin, a sinistra, e Bulgarini d’Elci, accanto a "Paesaggio con la pioggia", di Van Gogh

Vicenza, numeri record per la mostra su Van Gogh

Vicenza – Più di 446 mila, per la precisione 446.218. Tanti sono stati i visitatori della mostra “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”, allestita nella Basilica Palladiana di Vicenza, in piazza dei Signori, che ha chiuso i battenti domenica 8 aprile, dopo sei mesi di apertura. Una media di 2.438 biglietti per ciascuno dei 183 giorni di apertura, con una affluenza che è andata via via crescendo e che è passata dalla media giornaliera di 2.025 persone ad ottobre a 5.185 nei primi giorni di aprile, con un record, il 7 aprile di ben 7.730 tagliandi emessi.

Preponderante, in termini di presenze, i numeri registrati da Vicenza e dal vicentino, ma molti sono stati pure i visitatori accorsi da Padova, Treviso e Venezia. Seguono, sempre considerando la provenienza, le città di Milano, Verona, Bologna, e le regioni Friuli, Trentino ed Emilia Romagna.

“Quasi certamente – ha commentato il curatore ed organizzatore Marco Goldin – l’alto numero di presenze porrà Vicenza e la mostra dedicata a Van Gogh nella top ten mondiale delle esposizioni più visitate dell’anno. Quello che più mi ha toccato è stato il coinvolgimento vero, appassionato, commosso ed emozionato, davanti alle opere del pittore olandese”.

“Non era per nulla scontato – ha proseguito -, perché avevo deciso di fare una mostra diversa, senza sensazionalismi, con la mia lettura della vita e dell’opera sua, che si appoggia al racconto dell’anima di Van Gogh, alla sua formazione come uomo prima ancora che come artista. Per questo la presenza che ho voluto, così folta, dei disegni del tempo olandese. Era una scommessa, una scelta rischiosa. Ma avevo il desiderio di raccontare la sua anima, gli esiti del destino su di lui, come tutto ciò fosse diventato mano a mano disegno prima e poi pittura”.

“Le quattro grandi mostre che dal 2012 a oggi si sono succedute negli spazi della Basilica – ha approfondito il sindaco di Vicenza, Achille Variati – hanno rappresentato un eccezionale volano che il territorio ha saputo cogliere e fare proprio. Parlo di crescita culturale, con un’attenzione particolare al mondo della formazione, ma anche di crescita economica, turismo, lavoro. Si tratta di un’eredità preziosa per Vicenza, oggi e a pieno titolo consapevole di essere diventata una città turistica“.

Il successo della mostra ha dato anche un forte impulso ai musei civici di Vicenza, che hanno registrato un sensibile aumento delle visite. Nei sei mesi di apertura dell’esposizione in Basilica, infatti, gli ingressi ai musei del circuito cittadino (Teatro Olimpico, pinacoteca di Palazzo Chiericati, chiesa di Santa Corona, Museo naturalistico archeologico, Museo del Risorgimento e della Resistenza) hanno raggiunto quota 142.407 con un aumento del 111% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incasso per le casse comunali di 861.293 euro (sempre considerando lo stesso arco di tempo, nel  2017 l’incasso è stato di 408.065 con 66.914 biglietti staccati).

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