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Vicenza, M5S: “Confindustria dica no al cemento facile”

Vicenza – “Se Confindustria vorrà dialogare con il Movimento 5 Stelle dovrà rinunciare al Tav, fortemente voluto dalla stessa Confindustria e dal sindaco di Vicenza Achille Variati, ed aprire un vero dialogo con tutte le forze politiche e i cittadini di Vicenza. Riteniamo che Confindustria, il sindaco Variati e l’ex Sindaco Enrico Hüllweck siano i maggiori responsabili della devastante cementificazione di Vicenza, citta patrimonio dell’umanità. Borgo Berga, caserma dal Molin e molte altri lottizzazioni inutili e pericolose hanno di fatto danneggiato per sempre la città”.

Francesco Di Bartolo

E’ un Movimento Cinque Stelle con la schiena dritta, coraggioso, qualità assai rara in una società come la nostra, quello che, con queste parole, ha rispedito al mittente l’invito che l’associazione degli industriali vicentini, nello specifico la sua Sezione costruttori edili, aveva mandato al candidato sindaco pentastellato Francesco di Bartolo, riguardante il convegno “Abitare il futuro”, con cena finale presso il club degli industriali. Il tema posto dall’annuale assemblea dei costruttori vicentini è del resto interessante, ed è riassunto dal titolo “Abitare il futuro: cambia la società, cambia l’edilizia”.

“Benché  ci sia la volontà di non sottrarsi alla riflessione sui cambiamenti – si legge in una nota diffusa oggi dallo stesso candidato sindaco di M5S -, tuttavia le risposte, comunicate attraverso la stampa locale, che emergono dal presidente di Confindustria Vicenza, Antonio Vescovi, lasciano perplessi. Neppure sfiorato dalla domanda del perché il settore dell’edilizia resti ancora in crisi, l’esponente ne individua la causa nel calo delle nascite ed auspica misure volte a favorire la natalità. Va osservato che, nonostante i prezzi degli immobili siano calati del 30-40% negli ultimi anni, l’offerta supera abbondantemente la domanda. Le compravendite di case, che raggiunsero il picco nel 2003 con 900 mila contratti, ammontano negli ultimi anni a circa 680 mila”.

“Non è pensabile – continua Di Bartolo – che il pur auspicato cambio di tendenza nelle nascite, possa risolvere a breve la crisi dell’edilizia. Infatti, negli ultimi tre anni la popolazione scolastica in Italia è diminuita, nonostante l’afflusso degli immigrati, di centomila unità. Di questo passo, afferma l’Istat, la diminuzione sarà di 361 mila fra cinque anni e di 774 mila fra dieci anni. Purtroppo, serve a poco parlare di rigenerazione urbana quando ancora in epoca recente si è contribuito pesantemente al degrado della città di Vicenza. Area ad ovest della città (Pomari) e Borgo Berga sono due esempi clamorosi”.

“Per essere credibile il concetto di rigenerazione urbana va coniugato con quelli di compatibilità ambientale, impiego di materiali edili eco compatibili, ricorso a fonti energetiche rinnovabili, limitazione dell’inquinamento acustico, rivolgendo lo sguardo soprattutto alle esigenze degli abitanti, così da ottenere case più umane, meno costose e più vivibili. Noi del Movimento 5 Stelle di Vicenza siamo pronti a confrontarci con l’associazione dei costruttori purché, dopo aver rinunciato al progetto TAV esistente, vi sia convergenza sui seguenti obiettivi:

  1. la messa in sicurezza, manutenzione e rigenerazione del patrimonio edilizio pubblico e privato;
  2. la drastica riduzione del consumo del suolo e degli sprechi degli edifici, energetici e idrici, promuovendo “distretti energetici ed ecologici”;
  3. la rivalutazione degli spazi pubblici, del verde urbano, dei servizi di quartiere, per favorire la rivitalizzazione dei quartieri;
  4. la razionalizzazione della mobilità urbana e del ciclo dei rifiuti;
  5. l’implementazione delle infrastrutture digitali innovative con la messa in rete di tutta la città di Vicenza, favorendo l’home working e riducendo così spostamenti e sprechi;
  6. la salvaguardia del centro storico e la sua rivitalizzazione.

Siamo certi che l’azione per raggiugere questi obiettivi, oltre che essere una risposta concreta alla crisi dell’edilizia, favorirà anche una stabile occupazione lavorativa”.

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