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Vicenza, incontro con il vescovo su giovani e lavoro

Vicenza – Anche quest’anno, in occasione del Primo maggio, la Commissione diocesana di pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace di Vicenza promuove un momento di riflessione sul valore e significato del lavoro. L’appuntamento è per mercoledì 2 maggio, alle 20.30, alla chiesa di San Giuseppe, nei pressi del Mercato ortofrutticolo di Vicenza, luogo quotidiano di incontro e di lavoro di tante persone (oggi in fase di sistemazione). Il vescovo Beniamino Pizziol, presiederà l’incontro.

“In un tempo come il nostro – spiega in una nota la commissione diocesana -, attraversato da una profonda crisi economica, con una conseguente allarmante disoccupazione, la recessione sembra penalizzare e colpire in modo particolare, il mondo giovanile. Cosa cercano i giovani ? Cercano soprattutto il lavoro. Spesso non lo trovano o finisce per essere “indegno”. Risulta assai facile cogliere il disagio e la fatica di tanti giovani, anche preparati, ad inserirsi a pieno titolo nella nostra società. Ecco allora per molti, il ricorso alla fuga all’estero”.

“Ci vengono in soccorso e fungono da spunto e stimolo, le parole di Papa Francesco che ha appunto inserito la domanda che fa da sfondo, al Sinodo dei Giovani in elaborazione”che cosa cercate?”.     Il rapporto giovani e lavoro diventa prioritario per una società che vuole investire sul futuro. Doverosa una riflessione: cos’è necessario fare, oltre che conveniente, per una società migliore e più attenta ai veri bisogni? Sicuramente favorire l’inserimento e l’apporto di forze fresche, di giovani desiderosi di essere messi alla prova”.

“La veglia di quest’anno – conclude la nota della commissione diocesana – vuole dunque richiamare l’attenzione su questa grave situazione che sta diventando una vera e propria piaga sociale in quanto priva i giovani, di un elemento essenziale per la loro realizzazione presente e futura. Si articolerà su tre momenti di riflessione: il primo che prende in esame il recente passato, abbastanza fortunato e laborioso; il secondo che si rivolge al presente, incerto e difficile. Il terzo, rivolto al futuro, che vorremmo desse ai giovani più fiducia e speranza, il tutto con brevi testimonianze”.

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