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Veneto sempre più stretto nella morsa dello smog

Padova – E’ ogni giorno peggiore l’aria che si respira in Veneto. Sei capoluoghi di provincia su sette hanno infatti superato, nel 2017, i limiti di legge quanto a giorni di sforamento dei livelli di Pm10, e non di poco: Padova è a quota 102 giorni, Venezia a 94, Vicenza 90, Treviso 83, Rovigo 80, Verona 73. La situazione è migliore solamente a Belluno, che si ferma a 18 giorni. Insomma, in tutta la Pianura Padana non si respira, e in Veneto non ci sarebbe alcun cenno di miglioramento, con l’impressione che la Regione abbia “abbandonato la cabina di Regia”.

Tutto questo è stata detto oggi, a Padova, in occasione della presentazione del rapporto di Legambiente sullinquinamento atmosferico nella nostra regione, rapporto nel quale per altro Vicenza figura come una delle città con la peggiore qualità dell’aria, con le sole Padova e Venezia messe peggio di noi. E i dati del 20918 non autorizzano all’ottimismo poiché riflettono fedelmente l’andamento dello scorso anno

Naturalmente le accuse di una sorta di immobilismo mosse alla Regione non sono condivise da Palazzo Balbi e ad intervenire subito è l’assessore all’ambiente  Gianpaolo Bottacin, che ammette la presenza di criticità, “ma va anche detto – precisa – che i livelli degli inquinanti negli ultimi dieci anni sono calati del 40% grazie agli interventi messi in campo. Ciò nonostante si registrano ancora troppi sforamenti e la Regione resta attivamente impegnata su questo fronte”.

“La Regione – ha aggiunto Bottacin – con i fondi a sua disposizione ha già investito e investe ancora: ad esempio, sono 78 i treni di nuova generazione che stanno entrando in circolazione, decine e decine gli autobus a basso impatto ambientale, nel 2017 mezzo milione di euro per incentivare il bike sharing, quasi un milione assegnato con un bando per la rottamazione di vecchi autoveicoli e un altro bando sarà aperto per la rottamazione delle vecchie stufe. Arpav infatti con le sue attente rilevazioni ha messo in evidenza che buona parte dell’inquinamento dell’aria è provocato dal riscaldamento domestico e, in particolare, dalla combustione della biomassa legnosa”.

“L accordo per il bacino padano è un passo avanti – ha poi concluso l’assessore veneto – con l’indicazione di misure congiunte. E’ peraltro necessario che i fondi statali siano aumentati e impiegati in modo selettivo per queste aree, svantaggiate meteoclimaticamente per la qualità dell’aria. Ma è necessario anche un salto di qualità culturale da parte di tutti, diffondendo le buone pratiche. Un piccolo gesto, come abbassare il riscaldamento quando si esce di casa, può aiutare ad affrontare un grande problema”.

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