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La transumanza rappresenta una tradizione secolare in Italia, consolidata anche in Veneto - Foto di Llorenzi (CC BY-SA 3.0)
La transumanza è una tradizione secolare in Italia, ed anche in Veneto - Foto di Llorenzi (CC BY-SA 3.0)

Transumanza, via alla candidatura Unesco

Venezia – Come preannunciato, anche il Veneto vuole entrare nella mappa della transumanza a tutela Unesco. Il sindaco di Bressanvido e il presidente dell’Unione montana dell’altopiano di Asiago hanno infatti consegnato oggi, nelle mani dell’assessore regionale all’agricoltura e del presidente della Commissione affari istituzionali del consiglio regionale veneto, le delibere approvate all’unanimità con cui i dieci comuni vicentini del cammino della transumanza di Bressanvido chiedono che il Veneto sia inserito nella candidatura Unesco a “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”.

Ricordiamo che ogni anno la transumanza di Bressanvido mette in movimento circa 600 capi di bestiame, che percorrono due volte il percorso, andata e ritorno, dalla pianura all’altopiano di Asiago, attraversando a primavera e in autunno, i comuni di Bressanvido, Pozzoleone, Schiavon, Marostica, Lusiana, Conco, Asiago, Gallio, Foza ed Enego, alla ricerca di pascoli verdi e di migliori condizioni climatiche. Si tratta di una tradizione secolare, che impegna centinaia di transumanti a piedi e a cavallo, peculiare di un particolare comparto, quello della pastorizia d’alpeggio, che  accomuna diverse regioni, dall’Abruzzo all’Alto Adige, dal Lazio al Piemonte, dalla Sicilia alla Lombardia.

“Anche il Veneto ha una ricca e consolidata tradizione in merito – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan, – con molte transumanze minori, diffuse sul territorio, come quella che arriva a San Pietro in Gu in provincia di Padova. Candidare la secolare transumanza di Bressanvido a patrimonio dell’umanità significa valorizzare una pratica che è presidio della montagna, della biodiversità e di filiere di attività agroalimentari che continuano a garantire prodotti di alta qualità. Intanto, come primo riconoscimento formale, si avvierà la procedura d’iscrizione al Registro nazionale delle pratiche agricole tradizionali e dei paesaggi storici. Il passo successivo sarà la richiesta rivolta al Ministero per le politiche agricole di integrare il dossier Unesco che ha presentato a Parigi, insieme  alle altre due nazioni europee interessate, Austria e Grecia”.

“Il Veneto – ha aggiunto Pan -, che sta investendo oltre 390 milioni di euro per lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnìa di montagna, vale a dire un terzo del portafoglio dell’intero Programma di sviluppo rurale 2014-2020, intende sostenere con ogni mezzo questa pratica antica di salvaguardia del benessere animale e di conservazione dell’equilibrio ambientale. Si tratta di una pratica di buon allevamento e di valorizzazione dei pascoli in quota, che è diventata anche ricchezza culturale, ambientale e turistica dei territori che la vivono, e che merita il riconoscimento Unesco”.

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