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Pietro Marzotto
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Si è spento ad 80 anni Pietro Marzotto

Vicenza – Mondo economico vicentino, e non solo, oggi in lutto per la scomparsa dell”imprenditore Pietro Marzotto. Si è spento all’età di 80 anni, all’ospedale di Portogruaro, dove era ricoverato per complicazioni cardiache e polmonari. Figlio del conte Gaetano Marzotto e ultimo di sette fratelli, è stato per buona parte degli anni ’80 e dei ’90, presidente del gruppo Marzotto, con sede a Valdagno, uno dei grandi protagonisti dell’industria tessile nazionale. E’ stato anche a lungo al vertice nell’associazione degli industriali vicentini, e vicepresidente in Confindustria nazionale. E’ stato anche presidente dell’Associazione dell’Industria Laniera Italiana.

“Di fatto – si legge di lui su Wikipedia – trasforma il gruppo Marzotto in una multinazionale che copre tutti i segmenti della produzione sino all’alta gamma. Dapprima acquisisce la Bassetti, quindi il Linificio e Canapificio Nazionale, poi la Lanerossi, infine la Guabello. Alla fine degli anni ottanta i dipendenti del gruppo sono undicimila. Nel 1991 la Marzotto entra nella confezione acquisendo la tedesca Hugo Boss ma nel 1997 non va in porto la fusione con la Hdp di Maurizio Romiti, appena quotata in Borsa e nata quell’anno dalla scissione delle attività industriali di Gemina (oltre alla Rcs del Corriere della Sera, le società Fila e Gft, con in più tanta liquidità). È di fatto la fine del progetto sognato da Pietro di una “Grande Marzotto” anche se il gruppo acquisisce nel 2002 la maison Valentino e quota in Borsa nel 2005 la Valentino Fashion Group”.

Nel 2014, Marzotto si è autosospeso dall’Ordine dei Cavalieri del Lavoro in segno di protesta per la mancata revoca del cavalierato a Silvio Berlusconi, per indegnità, dopo la condanna per frode fiscale. Si è sposato tre volte e lascia quattro figli. Sono intervenuto in molti quest’oggi per ricordarlo, tra i primi il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi.

“Con Pietro Marzotto – ha scritto Vescovi in una nota – se ne va un uomo che ha lasciato un segno importante nella storia industriale vicentina e nazionale, in particolare dagli anni settanta agli anni novanta del secolo scorso. Assunse ruoli di vertice in azienda fin dai primi anni settanta, in un periodo storico delicato per le imprese e per l’Italia, con le tensioni sociali che ancora sentivano gli echi del ’68 e avevano vissuto proprio a Valdagno e alla Marzotto uno degli episodi di protesta più eclatanti. Seppe tenere il timone fermo in quel frangente e poi ancora per molti anni, diventando  il protagonista di una lunga stagione di sviluppo e di successo dell’azienda in tutto il mondo”.

“Ma non è stato soltanto un grande imprenditore – continua il presidente di Confindustria -. E’ stato anche un prezioso presidente per la nostra associazione. La guidò per quattro anni, dal 1983 al 1987, proseguendo il lavoro di rinnovamento avviato dal  suo precedessore, Giancarlo Ferretto, facendole acquisire autorevolezza a livello nazionale, portandola a essere sempre più parte attiva tra  le forze sociali della provincia. Si era da tempo ritirato dalla vita economica e sociale vicentina, ma la sua impronta di uomo di impresa e di grande visione rimarrà a lungo come riferimento importante per tutti noi”.

“Salutiamo un uomo dal carattere forte e un imprenditore che per decenni è stato interprete di una realtà produttiva ed economica che ha fatto storia nel Veneto e in Italia”. Così lo ha invece ricordato il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. “Ho sempre pensato – ha aggiunto il governatore – che Marzotto fosse una persona schietta. Sin da giovane, quando decise di entrare in quella fabbrica di cui era proprietaria la sua famiglia, da operaio, da apprendista, quasi a voler toccare con mano le basi sulle quali poggiava uno dei più grandi gruppi tessili italiani. Un modo concreto, il suo, ma anche lungimirante e moderno, di affrontare il lavoro e l’impresa”.

“Lo stesso atteggiamento – ha proseguito Zaia – che lo ha indotto solo pochi anni fa a intraprendere una nuova avventura nel settore dell’alimentazione, cedendo la sua partecipazione nella storica azienda di famiglia. Se ne va un veneto autentico, che ha amato questa terra e che qui ha voluto vivere fino alla fine. Alla sua famiglia giungano le mie personali condoglianze e quelle dell’intera Regione del Veneto”.

Infine, parole commosse anche dal sindaco di Vicenza e presidente della Provincia Achille Variati. “Pietro Marzotto, un imprenditore vero e un innovatore – così lo ha ricordato –. Negli anni della crisi del tessile, che aveva messo in difficoltà il gruppo, ne risollevò le sorti, lanciando un nuovo piano industriale e acquisendo marchi prestigiosi come Hugo Boss e Valentino, meritando rispetto e considerazione nel mondo. Un uomo a cui non sono mancati determinazione e coraggio per aprire strade nuove, rischiando capitale e ottenendo risultati di successo. Il mondo del lavoro e l’economia vicentina e italiana gli devono molto”.

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