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Pfas, la procura indaga per disastro ambientale

Vicenza – C’è la volontà di chiudere entro l’anno l’indagine sul disarstro ambientale causato dai Pfas, quelli prodotti dalla Miteni di Trissino. E’ quanto ha assicurato quest’oggi, al comitato Mamme No Pfas, il procuratore della Repubblica Antonino Cappelleri. Il procuratore ha anche spiegato alla delegazione del comitato No Pfas che si sta attendendo che l’Istituto superiore di sanità si esprima sulla sussistenza o meno di un pericolo per la salute pubblica. Sulla questione c’è da segnalare anche il commento di Laura Puppato, esponente del Pd veneto che da tempo collabora con i gruppi No Pfas, che ricorda, tra le altre cose, come il reato di disastro ambientale preveda fino a 15 anni di reclusione.

Antonino Cappelleri
Antonino Cappelleri

“Dopo aver brancolato nel buio per un lungo periodo – scrive la Puppato in una nota -, aver ridimensionato e talvolta negato il problema, finalmente oggi la magistratura vicentina anticipa alle Mamme No Pfas la volontà di aprire un fascicolo per indagare sull’operato della Miteni con la più grave accusa prevista dalla legge sugli ecoreati, il disastro ambientale. Credo di poter dire che con la legge sugli ecoreati ovvero la legge 68 del 2015, si è aperto un modus operativo per la magistratura che consente di inquadrare correttamente il problema a livello penale e soprattutto individua modalità di percorso che, nei fatti, impediscono la decadenza del reato”.

“Viene infatti sospesa la prescrizione – continua la ex senatrice – quando le parti individuano necessità di approfondimento, ascolto di testi, valutazione di ulteriori documenti. E’ una garanzia di giustizia per coloro che stanno subendo il danno e in questo caso, peggio, lo hanno subito ignari per anni. Un altro importante tassello per il buon fine o almeno il corretto fine di questa brutta vicenda è stata certo la relazione della commissione Ecomafie che, a livello nazionale ha acceso i riflettori con una corposa relazione di oltre 240 pagine e poi è tornata sui luoghi della tragedia per raccogliere anche le novità che il corpo dei Noe, in particolare, stava evidenziando”.

“Due relazioni sulla vicenda che hanno fornito elementi di valutazioni suppletivi a cittadini, istituzioni, forze dell’ordine e alla stessa magistratura vicentina che ha così attivato, con un diverso piglio, le indagini. Un’ultima fondamentale iniziativa è stata quella del commissariamento dell’area inquinata da parte del governo nazionale, valutando che l’inerzia della Regione Veneto, stante la situazione sanitaria esistente, non potesse più essere tollerata. L’intervento economico previsto di 23 milioni di euro nell’immediato e di ulteriori 80 milioni di euro per la nuova fonte acquedottistica dicono molto”.

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