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Front Office, Rsu: “Spazi ridotti e poca privacy”

Vicenza – Aprirà al pubblico il 2 maggio il Front Office di via Torino, a Vicenza. Si tratta di uno sportello unico per i cittadini che unisce in una sola sede i principali servizi: anagrafe, stato civile, ufficio funerario, pensioni, leva, tributi, casa comunale, oggetti rinvenuti e alcuni permessi per la ztl e per le persone con disabilità.

“Un ambiente completamente riqualificato – ha spiegato l’assessore alla semplificazione e innovazione Filippo Zanetti, in occasione di un sopralluogo -, oggetto di interventi di consolidamento statico, insonorizzazione ed efficienza energetica, colorato e luminoso. Si tratta di un’operazione nuova e complessa che comporta difficoltà, soprattutto nel trasferimento degli uffici, ma siamo convinti che il risultato finale garantirà un servizio più efficace ed efficiente ai cittadini”.

Ma la decisione di spostare alcuni uffici del Comune dall’immobile di San Biagio, in piazza Biade, all’edificio di via Torino non ha trovato tutti d’accordo: tra coloro che non considerano il trasferimento una scelta azzeccata, anche gli stessi lavoratori, i quali hanno manifestato in più occasioni le loro perplessità.

Qualche settimana fa, ad esempio, il sindacato di base Cub di Vicenza aveva chiesto una verifica dei locali per appurare il rispetto dei requisiti minimi sulla sicurezza. Ieri le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) hanno visitato, accompagnate dall’assessore Zanetti, i locali del Front Office, mettendo poi nero su bianco le loro considerazioni.

“Innanzitutto – esordisce la nota – lo spazio d’attesa all’ingresso è davvero ridotto, essendovi tra la porta d’ingresso e le prime scrivanie una distanza di appena 4-5 metri, sicuramente non sufficiente per accogliere l’ affluenza di pubblico che perverrà, considerato la molteplicità di servizi offerti. Inoltre abbiamo constatato che le scrivanie hanno lunghezze limitate, tanto che, ad esempio, il personale addetto al rilascio della carta d’identità elettronica non riuscirà a contenere sul proprio tavolo i macchinari ingombranti collegati al Ministero, oltre che il computer, la tastiera e il telefono”.

“Le scrivanie sono attaccate una all’altra, separate da un supporto di stoffa arancione già ricoperta di polvere, come tutto il mobilio, le fotocopiatrici e le suppellettili presenti all’interno della struttura. Non osiamo immaginare come un supporto di stoffa possa tutelare la privacy dell’utenza presente davanti alle scrivanie. In più, il sistema dell’ open space a pianta libera, è stato abbandonato dalla moderna architettura perché determina poca concentrazione degli operatori. Gli unici spazi delimitati da pareti un po’ più spesse della stoffa sono quelli dei servizi igienici, ma la presenza di porte e soffitti aperti e comunicanti risulta inadatta ad un ufficio pubblico, e imbarazzante per la totale mancanza di privacy”.

“Un trasferimento vergognoso di lavoratori e servizi – sintetizza, in chiusura, la nota – a ridosso di un cambio di amministrazione, dopo dieci anni di pantano organizzativo, dove nessuno è riuscito ad avere un’idea innovativa, o un progetto che investisse risorse e formazione negli addetti agli sportelli e ai servizi alla cittadinanza. Basti solo pensare alle attuali anagrafe decentrate: quella della ex circoscrizione 6 è chiusa da mesi, così come quella della ex circoscrizione 5, mentre quella della ex circoscrizione 3 funziona a singhiozzo con personale ridotto e mai sostituito. A questo vanno aggiunti tutti i problemi e carenze che da anni stiamo denunciando pubblicamente”.

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