Fiera, Rimini e Vicenza ai ferri corti?

Vicenza – “Quando la coppia scoppia”, era questo il titolo di un vecchio film di Steno, uno maestri della commedia all’italiana. Ed è anche la metafora che è stata usata per fotografare la situazione che si è creata nella cabina di regia di Ieg, ovvero International Exhibition Group, la società che riunisce dal 2016 le Fiere di Rimini e di Vicenza. Un convivenza, in effetti, quella tra i due enti fieristici, che è parsa ben presto problematica soprattutto per il preponderante peso della componente romagnola, con il suo 81% delle azioni a fronte del magro 19% in mano ai vicentini.

Lorenzo Cagnoni
Lorenzo Cagnoni

A parlare di una situazione vicina alla “coppia che scoppia” era stato il quotidiano online Rimini 2.0, già nello scorso mese di gennaio, ripreso anche da organi di informazione di Vicenza. E nei giorni scorsi c’è è stato anche il botto. Come molti sapranno a presiedere Ieg è Lorenzo Cagnoni, carismatico uomo simbolo della Fiera di Rimini, e il suo vice è Matteo Marzotto, presidente di Fiera di Vicenza al momento della fusione. C’è anche un direttore generale, Corrado Facco, ereditato dall’ente fieristico berico.

Matteo Marzotto
Matteo Marzotto

Già da gennaio dunque i rapporti tra la componente riminese e quella vicentina sembravano essersi fatti molto difficili, quando ad esempio Cagnoni aveva presentato in una conferenza stampa il bilancio ed il piano industriale senza invitare né Marzotto né Facco. Le sue successive dichiarazioni lasciarono pensare ad una scarsa volontà di smussare gli angoli, anche perché la componente berica cominciava a rivendicare la presidenza della società.

Ma il carico da undici è stato calato nei giorni scorsi, quando i membri del riminesi del cda, a cominciare dallo stesso Cagnoni, si sono dimessi, comunicandolo ai consiglieri vicentini, che sono Matteo Marzotto e Luigi Dalla Via, solo un’ora prima della riunione. Le dimissioni in blocco, naturalmente, hanno fatto decadere il consiglio. La motivazione ufficiale è la quotazione in borsa di Ieg, prevista per l’autunno di quest’anno, e la volontà di andarci con un cda rinnovato e nel pieno dei suoi poteri. Cosa questa comunque condivisa da tutti, mentre non è piaciuta ai vicentini la decisione a sorpresa.

Non sembra inoltre peregrina l’ipotesi che lo si sia fatto per dare una rimescolata alla carte e far pesare la preponderanza riminese nella società. Anche perché la quotazione in borsa renderà necessaria la presenza di un amministratore delegato, ruolo che oggi è svolto dallo stesso Cagnoni, che con ogni probabilità sarà di nuovo presidente, per un cumulo di cariche che invece Piazza Affari non gradisce. Naturalmente, la presenza di un amministratore delegato ridimensionerà anche la figura dell’attuale dg Corrado Facco.

Il nuovo consiglio di amministrazione di Ieg sarà nominato nell’assemblea dei soci, che si terrà molto presto, il 27 aprile, e nella quale, in buona sostanza, sarà ridisegnata la stanza dei bottoni della società che riunisce le Fiere di Rimini e di Vicenza. A contare davvero, naturalmente, sarà il socio di maggioranza, cosa che del resto è logica, prevedibile e prevista da tempo. Oggi comunque il presidente di Ieg Cagnoni sarà a Vicenza, per spiegare tutto all’ente che detiene il pacchetto azionario berico nella società, ovvero il Comune di Vicenza.

Garantirà che saranno rispettati i patti originari, e non c’è motivo di dubitarne. Ma non si potrà neanche dubitare che si è avverato quello che tanti pensavano fin dall’inzio di questo matrimonio decisamente poco paritario, ovvero che la Fiera di Vicenza è stata, in realtà, acquisita da Rimini, e che a comandare sono i romagnoli.

2 Commenti

  1. Chi semina vento raccoglie tempesta.
    Facco ha avuto quello che si meritava da tempo.

  2. Al signor Rucco, Variati potrà solo portare il risultato finale della partita, Rimini batte Vicenza, 81 a 19e non ci sarà rivincita in quanto il torneo sarà unico e irripetibile. Bisogna ricordare che ENTE FIERA VICENZA, si infilò da sola nella trappola del mega manufatto cementizio rappresentato da , ulteriore spazio espositivo più parcheggio, costato decine di milioni di euroe qui entra in scena”l’opa”di Rimini . Da rammentare poi, l’altra brillante operazione mediorientale, la “creazione della società,” VICENZAORO DUBAI” società con con un partener di Dubai, dove Vicenza era ancora socio di minoranza con il 49%.Quindi abbiamo assistito ad operazioni di retroguardia, commuffatte da “brillanti operazioni commerciali”, dove in sostanza si è “svenduto” un patrimonio di immaginea livello internazionale, guadagnato sulla scena mondiale in 60 anni di gloriosa e costante crescita del comparto orafo vicentino, 60 anni di lavoro vicentino,dilapidato in poco meno di un decennio. Il tutto sigillato dal naufragio dei due “Titanic”del credito Veneto.
    Cordialità.

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