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Elette le nuove Rsu nel pubblico impiego

Vicenza – E’ il sindacato di base Cub a vincere con ampio margino le elezioni per il rinnovo delle Rsu al Comune di Vicenza. Con 206 voti su 711 totali, la Cub ha guadagnato nuovi consensi rispetto alla scorsa tornata elettorale del 2015 . Solo seconda la Cisl, con 149 voti, terza la Uil con 132 voti e quarta la Cgil con 106 voti. Sono in tutto cinque gli eletti per la Cub nelle Rappresentanze sindacali unitarie del Comune di Vicenza, e sono Turetta Maria Teresa, la più votata con 113 preferenze personali, Emilio Dalla Riva, Veronica Dalla Pria, Alessandro Siringo e Daniela Bollini.

Anche all’interno della Provincia di Vicenza la Cub entra, per la prima volta, con un Rsu eletto. “Attendiamo i dati degli enti più grandi – ha commentato maria Teresa Turetta – come la Ulss 8 di Vicenza, mentre negli enti locali di tutta la provincia siamo stati confermati come presenza e numero di Rsu eletti. Il nostro modo di fare sindacato coerente, trasparente e leale ha portato a questi ottimi risultati”.

Anche la Cgil sta facendo un’analisi complessiva dei risultati delle elezioni Rsu nel Pubblico Impiego in provincia di Vicenza, e rileva emerge innanzitutto “come la democrazia e la rappresentanza nei posti di lavoro pubblici sia in ottima salute, registrando percentuali di partecipazione alle elezioni molto elevati in tutta la provincia”.

Fp Cgil dovrebbe confermarsi primo sindacato nel settore delle funzioni centrali, con buoni risultati all’Agenzia delle entrate e all’Agenzia delle dogane. I dati parlano anche della Fp Cgil di Vicenza secondo sindacato nelle funzioni locali, distinguendosi nel settore delle Ipab, ed in particolare all’Ipab di Vicenza, con il 58% delle preferenze, ed a quello di Chiampo. Benew la Cgil anche nel Comune di Schio e in altri comuni e Ipab di dimensioni minori.

“Per quanto riguarda la sanità pubblica – commenta Giulia Miglioranza, segretaria di Fp Cgil Vicenza -, registriamo un significativo avanzamento del sindacalismo autonomo, segno evidente di un malcontento generale e di un disagio del personale per le sempre più difficili condizioni di lavoro.  Blocco delle assunzioni, mancata attuazione del Piano socio sanitario regionale, una riforma della sanità veneta all’insegna dei tagli e della centralizzazione delle decisioni non possono non influire sul benessere degli operatori del settore, che con il loro voto hanno voluto dare un segnale di protesta che il sindacato confederale deve assumere e affrontare con la necessaria decisione”.

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