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Un rendering di come dovrebbe essere il Front Office di via Torino nei progetti del Comune di Vicenza
Un rendering di come dovrebbe essere il Front Office di via Torino nei progetti del Comune di Vicenza

Vicenza, la Cub ritorna sul Front Office

Vicenza – “Dopo la batosta elettorale che ha visto la sonora sconfitta del Partito Democratico anche nella nostra città, l’attuale sindaco di Vicenza dovrebbe chiedersi se la scelta di trasferire gli uffici tributi e anagrafe in via Torino sia una scelta giusta per la città”. Inizia così, prendendo spunto dal giorno più nero della storia del Pd, in maggioranza nell’amministrazione cittadina, una nota firmata da Maria Teresa Turella, della Cub di Vicenza, sindacato di base a cui aderiscono molti dipendenti del comune del capoluogo. Un sindacato che è anche estremamente battagliero, specialmente sulla questione del così detto Front Office di via Torino, che tiene banco in città ormai da molti mesi.

“Chiudere con evidente difficoltà – continua la sindacalista – un progetto di mandato che doveva essere avviato nel 2013, e non a fine 2017, è un incaponimento che la Cub, ma anche tutta la Rsu, i lavoratori e chi in centro vive e lavora, non capisce. Perchè si vuole creare un danno al centro storico di questa portata? Chi ci guadagna veramente da questo trasloco, dipinto come un progetto innovativo chiamato Front Office? Come pensa il sindaco di ridurre i due mesi di attesa per ottenere un appuntamento per il rilascio della carta di identità elettronica?”

“Lo sa l’assessore Zanetti – continua la Turetta – che, all’approssimarsi della stagione estiva, i vicentini che avranno urgente bisogno di una carta di identità non potranno ottenerla e dovranno attendere la fine dell’estate? E’ grave che un’amministrazione comunale non abbia risolto i reali problemi dei lavoratori e dei servizi al cittadino, problemi più volte denunciati dalle rappresentanze sindacali. Un’amministrazione che si è contraddistinta per il pantano organizzativo, e il progetto del cosiddetto Front Office ne è la dimostrazione più lampante”.

“La Cub – conclude la sindacalista – ha trasmesso un esposto sulla questione quasi un mese fa, inviandolo anche all’Anac. Non abbiamo ancora ricevuto risposta nemmeno dal rappresentante interno e responsabile della trasparenza e anticorruzione.  Il sospetto è che, nell’attuazione frettolosa del Front Office, vi sia stata elusione della normativa sulla buona amministrazione, o eventuali danni erariali per le decine di migliaia di euro spesi per questo progetto che, in realtà, è un semplice trasloco di uffici”.

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