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Vicenza, controreplica al candidato sindaco di M5S

Vicenza – Temiamo che chi comanda invochi il voto democratico per distruggere la libertà, e lo fa anche eludendo di rispondere a precisi quesiti esposti in forma pubblica attraverso quest’organo d’informazione. Non ce ne voglia l’avvocato Francesco Di Bartolo se da ora in poi useremo il pluralis maiestatis. Il fatto è che molti amici e conoscenti che condividono il mio stesso approccio civico, non vogliono assumere il ruolo del convitato di pietra.

Francesco Di Bartolo
Francesco Di Bartolo

Ciò premesso, desideriamo dichiarare che non c’è nessun “accanimento terapeutico” sul candidato sindaco di Vicenza del M5S. Degli altri nemmeno ci occupiamo, constatandoli da sempre avversi all’esercizio di un’autentica democrazia. Figuriamoci quella diretta! Ebbene il candidato pentastellato al Comune di Vicenza nel rispondere con il suo intervento in questo quotidiano, già dal primo capoverso è da considerarsi un sostanziale nulla. Un’entità siderale che produce il solito vuoto linguaggio politichese.

Non siamo in grado di valutare la conoscenza di Di Bartolo dello Statuto comunale. Prendiamo atto che testualmente scrive: «Creazione degli istituti di partecipazione in modo da dare ai cittadini la possibilità…» Queste affermazioni ci creano sconcerto considerato che già sono statuite delle analoghe dichiarazioni di princìpio: Art. 1 (Autonomia, competenza generale, rappresentanza e sussidiarietà) Comma 5. Il Comune attua il principio di sussidiarietà anche nell’ambito della comunità locale promuovendo l’esercizio delle proprie funzioni attraverso le attività che possono essere adeguatamente svolte dall’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali e adeguandovi l’esercizio dell’autonomia normativa ed organizzativa.

Gli istituti di partecipazione, a partire dalla Legge 8 giugno 1990, n. 142 – Ordinamento delle autonomie locali, ci sono sempre stati in questo documento (modificato con deliberazione consiliare dell’11.10.2016 n. 43), ed oggi appaiono così normati: Titolo II – Istituti di partecipazione – Capo I – La partecipazione dei cittadini.

Quando il M5S testualmente scrive: «possibilità dei cittadini di rivolgere per iscritto istanze e petizioni […] l’esercizio di iniziativa nelle proposte di delibere», desideriamo segnalare che essi sono già presenti all’Art. 16 (Istanze, petizioni e proposte) al Comma 2, che testualmente recita: «2.500 cittadini, iscritti nelle liste elettorali del Comune, le cui firme debbono essere autenticate ai sensi di legge, possono esercitare, nei tempi e nei modi stabiliti dal regolamento, l’iniziativa degli atti di competenza del Consiglio comunale».

Laddove Di Bartolo prosegue con: «inoltre, referendum abrogativo e referendum confermativo» sottolineiamo che, al Capo IV – Il Referendum, essi sono già previsti: Sezione I I (Referendum consultivo) Art. 29. Sezione III (Referendum propositivo) Art. 30. Sezione IV (Referendum abrogativo) Art. 31. Sezione V (Referendum abrogativo-propositivo) Art. 32.

Ma soprattutto il candidato del M5S in particolare non risponde alle nostre domande n. 1 e n. 2, mentre è così distratto che non si prende la briga di far proprio quanto esposto al punto 3. Vale a dire accettare i suggerimenti della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa dichiarando nel voler abrogare l’inutile referendum consultivo. Qui avrebbe fatto bella figura con nulla, ma vi ha rinunciato. Non risponde nemmeno al punto n. 4 circa la nomina del Collegio di esperti che giudica l’ammissibilità dei referendum. E neanche risponde sul conflitto d’interessi di questo organismo. Insomma, lei avvocato Di Bartolo ha scritto ma non ha in nessun modo dato risposte. Ci lasci celiare con una battuta cinematografica: «lei è solo chiacchiere e distintivo.»

Allora, o lei non ha letto il nostro intervento, e ha lasciato che a rispondere sia un suo sprovveduto accolito; oppure – il che sarebbe anche peggio – lei ci considera degli analfabeti funzionali, cioè persone che hanno gravi difficoltà nella comprensione di un testo, e non in grado di discernere una risposta puntuale dal solito chiacchiericcio dei politicanti. Naturalmente comprenderà che noi non possiamo trarre alcun motivo di soddisfazione dalla sua replica. Anzi essa conferma quanto da noi scritto in apertura del nostro precedente intervento; ovvero: «Premetto che gli attuali partiti politici italiani, M5S compreso, sono illegittimi…»

Ciò nonostante, vogliamo reiterarle un’apertura di credito. Vogliamo pensare che lei sia molto impegnato (badi che questo è solo un eufemismo) nella campagna elettorale, e che ritenga non economico rispondere ai quesiti dei cittadini. Ma se così fosse, lei aggiungerebbe una gravissima contraddizione laddove scrive di volere: «Informazione e Trasparenza nel rapporto tra amministratori e uffici da una parte e i cittadini, sviluppare e potenziare l’interazione tra amministratori e cittadini. […] in modo da dare ai cittadini la possibilità di influire sulle scelte dell’Amministrazione. […] Insomma, il tutto ispirato a favorire la partecipazione dei cittadini alla formazione delle delibere».

Come dicevamo, allo stato attuale non abbiamo molte ragioni per darle ancora credito, tuttavia vogliamo metterla alla prova nuovamente: se è buona la sua affermazione di «dare ai cittadini la possibilità di influire sulle scelte dell’amministrazione» vorremmo invitarla a proporre puntualmente – in questa pubblica sede – i suoi propositi riformistici relativi allo Statuto comunale, consentendo a noi di apportare suggerimenti e modifiche. Se così non sarà, e cioè: «Tra i valori fondativi del M5S vi è quello della partecipazione. Mettere il cittadino al centro della vita amministrativa della città. Condividere con i cittadini le scelte di governo» non solo tali parole non varranno la carta su cui sono state scritte, ma lei stesso, ai nostri occhi, non meriterà alcun credito, con le conseguenze elettorali che conseguono.

Enzo Trentin

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