Un tratto ancora in costruzione della Pedemontana Veneta

Speranze a 5 Stelle per la nostra “Terra dei fuochi”

Vicenza – La fiesta mobile dell’assemblea 5 Stelle, presidio di democrazia itinerante per la provincia di Vicenza, ha lasciato l’altra sera sul tardi la sala del centro polifunzionale di Pianezze, vicino a Marostica, dove Jacopo Berti, portavoce e capogruppo in regione, ha illustrato alla folla che gremiva il piano inferiore della struttura comunale, gli obiettivi e le strategie politiche del movimento. Le numerose new entry e i curiosi sono sciamati infine soddisfatti della visione democratica pentastellata.

Ieri alle 15, sotto la pioggia insistente di Montecchio, nell’angolo di un enorme piazzale spoglio sulla via di Trissino, il popolo si riconcentrava, organizzato dall’instancabile Sonia Perenzoni, consigliere comunale, accerchiava un gazebo stipato di cartelli e di bandiere. Polizia e Carabinieri, anche loro sotto la pioggia, da molto distante hanno dovuto far finta di sorvegliare i pacifici cittadini. La mafia non è solo al sud, ecco cosa si leggeva sui cartelli; reggeranno i plinti sopra la monnezza? Cosa c’è sotto, Zaia dove sei?

In uno scavo della Pedemontana sono emersi una quantità enorme di rifiuti generici, che dai primi sopralluoghi sono datati a circa 30 anni addietro, come testimoniano le scarpe, le suppellettili, e persino i calendari dell’epoca. E quanto ancora può emergere, e quanto ancora è nascosto sotto le opere pubbliche dei subappalti alla ‘Ndrangheta? Le scorie di mezzo secolo del miracolo nord-est giacciono da qualche parte sotto strade, capannoni e terreni apparentemente agricoli, una terra dei fuochi che non brucia, ma percola e stilla veleno nella falda dei pozzi vicentini.

Le amministrazioni di qualsiasi colore non cercano cromo esavalente, non cercano piombo e arsenico; le procure indolenti non predispongono verifiche. Le bonifiche di un suolo ingiuriato per decenni languiranno ancora per molto. E gli scarti delle conce? Ricordiamo che siamo a due passi da Arzignano, il più importante polo conciario italiano. Per sapere bisognerebbe scavare ancora: bisognerebbe seguire i camion che partono verso i centri di raccolta di Padova o di Schio, bisognerebbe sapere se vengono trattati o, se vengono solo coperti. E forse emergeranno, un giorno, in uno scavo casuale, come stanno emergendo gli anni ’80 della vita vicentina sotterrati sotto metri di fango e cemento.

Giuseppe Di Maio

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