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Schio, polemica su una operazione antidroga

Schio – Ci sarà una polemica piuttosto delicata in discussione nel prossimo consiglio comunale di Schio, il 19 marzo. Si tratta della querelle tra il consigliere comunale di Tessiamo Schio Carlo Cunegato, di opposizione, e il comandante della Polizia locale Alto Vicentino Giovanni Scarpellini, e con lui, di riflesso, anche l’amministrazione del sindaco Valter Orsi. Al centro del contendere c’è una operazione antidroga della polizia locale che, il 18 febbraio scorso, in località Valletta, ha denunciato una ragazza minorenne dopo averla trovata in possesso di un certo numero di palline di cannabis, una decina di grammi in tutto tra hashish e marijuana.

Carlo Cunegato
Carlo Cunegato

La ragazza aveva dichiarato di aver avuto lo stupefacente da un ventenne, un immigrato. Nei giorni seguenti la procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Venezia ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Un notizia come tante, per altro di modesta entità, diffusa attraverso un comunicato stampa ufficiale dalla Polizia locale Alto Vicentino, nella quale tuttavia Cunegato non ha visto chiaro ed ha presentato una interrogazione chiedendo al sindaco se ha disposto lui l’operazione antidroga alla Valletta. Cunegato spiega anche di più in un post su Facebook, e definisce la notizia falsa e creata per delegittimare gli immigrati.

“Lavorando nell’istruzione – scrive nel post il consigliere di minoranza scledense – sono venuto a sapere che una quindicenne è stata scovata in una scuola di un altro paese con lo stesso quantitativo di droga, lunedì 19 febbraio. Poi, abitando in centro, ho deciso di informarmi: i cittadini che risiedono vicino alla Valletta e al Castello sembra non abbiano assistito ad un blitz della polizia locale domenica 18 febbraio.  Per questo chiedo a Orsi, come massima autorità di sicurezza, se ha disposto un intervento delle forze dell’ordine che ha portato all’arresto di una ragazza domenica 18 febbraio. E’ inquietante vedere che, intervistato dal Giornale di Vicenza, Orsi decida di non rispondere, per guadagnare tempo. Dice di dover leggere meglio l’interrogazione, ma la domanda è di una semplicità disarmante: questo episodio di spaccio è avvenuto o no domenica 18 febbraio al Castello o in Valletta? Perché non rispondere subito per togliere ogni dubbio?”

Valter Orsi
Valter Orsi

Naturalmete è subito arrivata la replica del sindaco. “Giovanni Scarpellini non si tocca – ha detto lapiadario Orsi -. Sulla polemica innescata dal consigliere Cunegato pretendo di vedere e sentire durante il consiglio comunale del 19 marzo, argomenti molto più circostanziati. L’interrogazione presentata, per volontà del consigliere avrà risposta orale, ma esigo di conoscere le fonti sulle quali Cunegato ha basato le proprie diffamanti insinuazioni nei confronti del comandante Scarpellini. Le notizie di cui il consigliere sarebbe infatti in possesso, sono ancora coperte da segreto istruttorio, in quanto l’indagine volta al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti non si è ancora conclusa. Queste informazioni non sono accessibili neppure al sindaco stesso”.

“Ritengo – continua il sindaco – che certi metodi utilizzati dal consigliere per affrontare questo tema così delicato, siano più assimilabili all’attività di un militante dei centri sociali, piuttosto che a quella di un amministratore, ruolo che invece lo stesso ricopre già da alcuni anni nel consiglio comunale di Schio. Il testo dell’interrogazione presentata risulta asettico e garbato, al contrario del can can sollevato dal consigliere, che è andato alimentando una vox populi allargata a temi ben più ampi. Tutto ciò risulta strumentale se non addirittura volto a inficiare e vanificare un’indagine complessa che coinvolge soggetti minorenni e che mira a individuare i grandi spacciatori che, grazie alla manovalanza arruolata sul territorio, stanno avvelenando i nostri ragazzi”.

“Come sindaco di Schio – conclude Orsi -, detentore del 60% delle quote del Consorzio di Polizia Locale Altovicentino. ribadisco la mia massima e illimitata fiducia e l’appoggio incondizionato al comandante Giovanni Scarpellini. Fiducia che ripongo nella sua figura umana e professionale, costruita in anni di duro lavoro come capitano dei carabinieri. Né io né alcun altro politicante del territorio, possiamo permetterci di insegnargli come svolgere al meglio il suo lavoro”.

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