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Presentato oggi il festival Vicenza Jazz 2018

Vicenza – È stata presentata oggi, a Vicenza, la nuova edizione di New Conversations Vicenza Jazz, la ventitreesima. E quella del festival jazz vicentino di quest’anno sarà una edizione ricca di suggestioni mai dimenticate, come quella della contestazione giovanile del ’68, del mondo nuovo che doveva nascere e che invece è rimasto un sogno. Non del tutto però, perché come è stato detto nella presentazione di questa mattina, nel ’68, tra le altre cose, è “nata la gioventù”. E sarà questo infatti il filo conduttore, il titolo generale anche, del festival: “The Birth of Youth.

A fare gli onori di casa e parlare dell’edizione di quest’anno di Vicenza Jazz c’erano stamane il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, il presidente della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, Roberto Ditri, il direttore artistico di Vicenza Jazz, Riccardo Brazzale e il coproduttore del festival, Luca Trivellato. Presente anche, in qualità di ospite, il vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Thiene, Maria Gabriella Strinati, che collabora per il prologo.

Camille Bertault
Camille Bertault

Il festival è in programma a Vicenza dal 10 al 20 maggio e, come dicevamo, sarà dedicato a, una celebrazione (e non solo) del 1968, una data storica per i diritti civili, per il mondo culturale e delle contro culture, il desiderio di cambiamento. Il mondò dopo quella data, per vari aspetti, non fu più come prima, anche per la musica, e soprattutto per i giovani. Vicenza Jazz dunque si rivolgerà a chi era giovane alla fine degli anni ’60 ma anche e soprattutto a chi è giovane oggi, e lo farà con due percorsi paralleli: quello di chi nel jazz ha impersonato la rivoluzione giovanile e quello di chi vuol affermare quanto i giovani abbiano oggi da proporre.

Per quanto riguarda il programma del festival, ci saranno tutti i suoi “ingredienti principali”: i concerti di prima serata (al Teatro Comunale, in Piazza dei Signori e al Teatro Olimpico), gli appuntamenti del Jazz Cafè Trivellato al Bar Borsa sotto la Basilica Palladiana, il concerto di mezzanotte al Cimitero Maggiore. Sono in fase di definizione anche altri appuntamenti, che saranno presentati a breve: live, ma anche proiezioni cinematografiche, presentazioni editoriali, seminari e masterclass, mostre e convegni, reading poetici e altro ancora.

In tutto si parla di oltre 150 appuntamenti, per portare il jazz ovunque nella città, piccoli e grandi eventi musicali che prenderanno vita in tutto il tessuto urbano: nei teatri, nelle chiese, nelle piazze, per le strade, nei palazzi antichi, nei musei, nei tanti jazz club e nei locali, a tutte le ore, anche quelle piccole. Da giovedì 10 a domenica 20 maggio il Festival Jazz accoglierà grandi nomi e firme nuove: primi appuntamenti, il prologo del 10 maggio all’Auditorium Fonato di Thiene e l’inizio del Jazz Café Trivellato al Borsa (venerdì 11 maggio, in collaborazione con Thiene Musica), con una delle nuove voci più sorprendenti della scena europea, quella di Camille Bertault, fresca dell’ultimo cd uscito per la Sony, giunta a fama virale grazie alla sua abilità nel rifare gli assoli più complicati della storia del jazz, ad iniziare da quello di John Coltrane su Giant Steps.

Negli stessi giorni a Vicenza si esibirà la formazione completa e persino allargata della mitica Sun Ra Arkestra, per provare e per suonare sotto la direzione del “giovane” quasi novantaquattrenne Marshall Allen: la Sun Ra Mythic Dream Arkestra sarà in prima data venerdì 11 maggio (ore 21) e in replica sabato 12 maggio (alle 18), al Teatro Olimpico. Musicisti e danzatori, tutti nei loro coloratissimi abiti afro-futuristi, proporranno al pubblico una musica che spazia dalla tradizione anni ’20 di Fletcher Henderson al free jazz cosmopolita dei fioriti e ruggenti anni ’60.

Sabato 12 maggio, il primo del festival, sarà dedicato come da tradizione al concerto gratuito in Piazza dei Signori, con molti artisti tra i quali Owdalla Percussion, Thomas de Pourquery & The Supersonic oltre a vari special guest. Il Teatro Olimpico sarà invece il luogo privilegiato per i concerti di punta del cartellone. Dopo la duplice performance della Sun Ra Arkestra, l’Olimpico accoglierà, domenica 13 maggio, il quintetto del sassofonista Joe Lovano e del trombettista Dave Douglas, una formazione per raffinati estimatori, completata da Lawrence Fields (piano), Linda Oh (basso) e Joey Baron (batteria).

Lunedì 14 maggio il teatro palladiano ospiterà il ritorno dell’Orchestra del Teatro Olimpico che, con il suo direttore stabile, il pianista Alexander Lonquich, proporrà un florilegio di musiche tratte da quel repertorio classico fortemente ispirato al jazz: dalla Suite dell’Opera da Tre Soldi di Kurt Weill a La Création du Monde di Darius Milhaud, passando per Morton Gould e le sue Derivations for Solo Clarinet and Dance Band, fino al celebre Ebony Concerto che Stravinskj scrisse per l’orchestra di Woody Herman.

Martedì 15 maggio, sul palcoscenico del Teatro Olimpico si avvicenderanno due grandi pianisti italiani, forse i due più noti, fra gli italiani, sulla scena dei jazzclub di New York: Dado Moroni, in un duo col bassista Darryl Hall, con cui verrà omaggiato Jymmy Blanton, nel centenario della nascita. A seguire Enrico Pieranunzi, il Bill Evans italiano, in quartetto col sassofonista Seamus Blake, il contrabbassista Luca Bulgarelli e infine con Jorge Rossy, lo storico batterista dell’Art of Trio di Mehldau.

Sarà il Ridotto del Teatro Comunale, invece, il luogo delle celebrazioni sul ‘68: mercoledì 16 maggio con il chitarrista, cantautore e vocalist messicano, Raul Midon, artista non vedente nato nel 1968, molto noto negli Stati Uniti dopo la sua apparizione al David Letterman Show e grazie all’endorsement ricevuto da Herbie Hancock; toccherà a lui aprire la serata con il suo mix di vocalità pop e latin jazz. Sarà poi la volta delle nuove vie del jazz, indicate dal quartetto Salida che mette insieme due tastieristi dell’ultima generazione come Giovanni Guidi e David Virelles, con Dezron Douglas al basso e Gerald Cleaver alla batteria. La scena sarà ancora al Ridotto, giovedì 17 maggio, con due gruppi in grado di interpretare le vecchie e le nuove avanguardie del jazz: il trio composto dal chitarrista Elvind Aarset, il percussionista Michele Rabbia e il trombonista Gianluca Petrella; quindi il quintetto del trombettista Ralph Alessi con un sassofonista figlio d’arte dal cognome “pesantissimo”, Ravi Coltrane.

La Sala Grande del Teatro Comunale ospiterà anche la serata clou, il grande concerto dei Manhattan Transfer, venerdì 18 maggio, lo storico gruppo vocale, fondato nel 1969 da Tim Hauser con la cantante Lauren Massé. Per la prima volta a Vicenza (solo Janis Siegel è stata ospite di Vicenza Jazz nel 2006), con dieci premi Grammy e milioni di dischi venduti in tutto il mondo in quasi 50 anni anni di carriera, i Manhattan continuano ad essere uno dei gruppi vocali di riferimento a livello mondiale, riconosciuti per la loro versatilità, che incorpora pop, jazz, rhythm and blues, rock and roll, swing, tradizione classica e vocalità a cappella.

Il gran finale del Festival è in programma sabato 19 maggio al Teatro Olimpico: ancora una serata per pianoforte, aperta dal giovane Tigran Hamasyan, pianista e compositore armeno, trentenne, che avrà l’onore e l’onere di introdurre, nel secondo set, l’altra gemma in esclusiva per Vicenza Jazz, il pianista Randy Weston, in duo col sassofonista Billy Harper . L’epilogo del Festival sarà ambientato al Teatro Olimpico, domenica 20 maggio, una serata che celebrerà anche la conclusione di “Poetry Vicenza 2018”, serie di eventi di poesia contemporanea e musica. Porterà in scena prima un reading poetico e, nel secondo set, “Boris Vian: il poeta sincopato. Uno spettacolo di musica e poesia” con la cantante Cristina Zavalloni, il sassofonista Pietro Tonolo e il pianista Paolo Birro, un progetto artistico di Giulio Vannini sul poeta francese amico del jazz.

Nei dieci giorni di Vicenza Jazz si succederanno i concerti al Jazz Cafè Trivellato, del Bar Borsa, nei sottoportici della Basilica Palladiana, con una stimolante programmazione; oltre a Camille Bertault, saranno protagonisti personaggi storici come Bobby Watson e di nuovo giovani come Rosa Brunello, importanti musicisti nazionali come Rosario Bonaccorso e Gavino Murgia; quest’ultimo sarà interprete anche dell’ormai tradizionale notte al Cimitero Maggiore (venerdì 18 maggio, ore 24), con il gruppo vocale Cantar Lontano, nella poetica riproposta di Officium Divino, che fu a Vicenza molti anni fa con Jan Garbarek e l’Hilliard Ensemble. Come da tradizione il Festival si completerà con infinite altre occasioni di musica, soprattutto all’aperto, in tanti e diversi luoghi di Vicenza. Biglietti e abbonamenti saranno in vendita da giovedì 22 marzo.

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