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Stato di emergenza Pfas. Vittoria o fallimento?

Venezia – Come è noto, ieri il Governo ha riconosciuto, in Veneto, lo stato di emergenza per l’inquinamento delle acque da Pfas ed ha stabilito anche la nomina di un commissario. Un provvedimento importante pensato con l’intento di risolvere la vicenda della contaminazione dell’acqua da sostanze perfluoro alchiliche. Uno dei i primi a commentare questo risultato è stato Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia, secondo il quale il provvedimento è, in sintesi, una presa di coscienza della gravità del problema.

Anche Cristina Guarda (Lista Amp) e Andrea Zanoni (Partito Democratico), da una parte, e il presidente del Consiglio di bacino Valle del Chiampo, Giorgio Gentilin, dall’altra, hanno espresso le loro considerazioni in merito, e si tratta di valutazioni di segno opposto. Se, infatti, i primi vedono nel riconoscimento dello stato di emergenza il “fallimento politico di Zaia e della sua giunta”, Gentilin lo interpreta, al contrario, come una vittoria personale del presidente della Regione.

“Accogliamo in maniera positiva la decisione del governo – hanno scritto in una nota congiunta Guarda e Zanoni -. Detto questo, ci fanno amaramente sorridere le affermazioni di Zaia che accusa Roma di aver perso tempo, mentre parla di lungimiranza del Veneto che aveva chiesto lo stato di emergenza lo scorso settembre. Peccato che già due o tre anni fa erano in molti, cittadini e associazioni in primis, a sollecitare la Regione a fare questo passo. Ma non è accaduto”.

“La decisione di Palazzo Chigi – continuano i due consiglieri regionali – lancia un messaggio chiaro: è il fallimento della politica regionale nella gestione di tutta la questione legata alla contaminazione delle acque. Speravamo non si dovesse arrivare allo stato di emergenza, non ce ne sarebbe stato bisogno se la Regione avesse fatto della questione Pfas la priorità assoluta, agendo per il bene pubblico e facendo ciò che era ed è ancora necessario con celerità, a partire dalla sostituzione delle fonti inquinate e dalle operazioni di bonifica”.

“Ritengo – ha invece analizzato Gentilin – che il riconoscimento dello stato di emergenza per gli inquinanti Pfoa e Pfas debba essere considerata una vittoria personale del governatore Zaia, che ne ha fatto richiesta al momento opportuno. Evidentemente la Regione ha presentato valide progettualità per far fronte ad un’emergenza di cui si parla ormai da tre anni, soprattutto in merito alla rete acquedottistica nuova che deve servire zone rosse con acqua libera da inquinanti. E’ un fatto positivo per tutto il nostro territorio, poiché tale riconoscimento è finalizzato a garantire in prospettiva acqua pulita per tutti, ma soprattutto perché la Regione dovrà riconoscere, al di fuori delle zone rosse, altre realtà limitrofe alle stesse da sottoporre a rigido controllo sanitario.

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