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Pfas, Greenpeace: “Agire sulle fonti inquinanti”

Roma – Oggi, giovedì 22 marzo, è la Giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite, con l’intento di riflettere su questo elemento vitale. Negli ultimi anni di acqua, nel nostro territorio si è parlato molto: l’argomento ha occupato le pagine della cronaca in particolare con riferimento alla delicata questione della contaminazione da sostanze perfluoro alchiliche, Pfas, che in Veneto è stata riscontrata nelle province di Vicenza, Padova e Verona.

Di Pfas si parla fin dal 2013, quando uno studio del Cnr rilevò la presenza di queste sostanze nell’acqua di Veneto, Piemonte, Emilia, Toscana, Lazio e Lombardia. Nonostante le azioni poste in essere (come ad esempio gli intervenuti sugli acquedotti), il problema rimane e continua a preoccupare. E ieri il Consiglio dei ministri ha accolto la richiesta avanzata, lo scorso settembre, della Regione e ha dichiarato stato di emergenza con la contestuale nomina di un commissario.

“Dopo diversi anni di sottovalutazione del problema – ha commentato Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia -, con la dichiarazione dello stato di emergenza si prende finalmente atto della gravità della situazione. Questo cambio di rotta è ovviamente finalizzato alla realizzazione di costosi nuovi acquedotti, necessari a garantire acqua potabile sicura ai cittadini”.

“Tuttavia – ha concluso -, se il commissario non interverrà subito sulle fonti inquinanti, spingendo anche la Regione a completarne il censimento, è sin troppo facile prevedere che molti altri soldi pubblici dovranno essere spesi in futuro per fronteggiare l’emergenza mentre la popolazione veneta rimarrà esposta ai Pfas anche nei decenni a venire”.

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