Veneto

Pfas, Bottacin: “Ora accelerare le procedure”

Venezia – Il consiglio dei ministri ha dichiarato per il Veneto lo stato di emergenza con riferimento all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche, pfas, con la contestuale nomina di un commissario.

“Da anni – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente, Gianpaolo Bottacin – lavoriamo per la risoluzione del problema Pfas, anche a fianco del governo e delle varie strutture competenti, tra le quali i Ministeri dell’ambiente e della salute e il dipartimento nazionale di Protezione civile. Ora che è stata accolta la nostra richiesta di attivazione dello stato di emergenza, con conseguente gestione della situazione in forma commissariale, abbiamo davanti il grande impegno di dare una soluzione definitiva alla questione”.

“In tema di inquinamento da pfas, ci siamo attivati fin dal 2013 e da allora abbiamo fatto molti passi avanti ad esempio ponendo, in mancanza di intervento statale, dei limiti sulle acque potabili e sugli scarichi industriali, ma anche facendo delle indagini per rilevare la presenza nel sangue di valori Pfas. Proprio partendo da quanto emerso a seguito delle nostre indagini sanitarie, abbiamo attivato la richiesta al governo per lo stato di emergenza e nel frattempo abbiamo ridotto ancora i limiti sulle acque potabili, fino ad arrivare ai valori più ristretti a livello mondiale. Grazie al nostro intervento, nella zona rossa, da mesi è garantita la totale assenza di pfas nell’acqua potabile”.

“Ora con lo stato di emergenza e la nomina di un commissario si potranno ridurre i tempi per la realizzazione dei nuovi acquedotti, con la definitiva soluzione del problema. Avendo infatti il commissario la possibilità di emettere anche delle ordinanze si potranno accelerare le procedure e di conseguenza gli interventi necessari per riportare il tutto in condizione di assoluta normalità”.

“È una buona notizia – ha concluso Bottacin – il fatto che arriveranno gli 80 milioni di euro che, come spiegato dai tecnici del ministero in un recente incontro con le Mamme No Pfas a Roma, dovranno essere cofinanziati dai consigli di bacino. Resta però inteso che vale il principio del chi inquina paga e quindi al termine del procedimento relativo al danno ambientale, la Regione, che si è già costituita, chiederà i danni ai responsabili”.

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