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La macchina laminatrice usata per il traffico di droga e la cocaina che era nascosta al suo interno
La macchina laminatrice usata per il traffico di droga e la cocaina che era nascosta al suo interno

L’ombra della ‘ndrangheta in un traffico di cocaina

Schio – Si amplia un indagine su un traffico di cocaina portata avanti ormai da un anno dalla polizia di Stato di Vicenza, e lo fa rivelando contorni inquietanti, dietro i quali si staglia l’ombra della criminalità organizzata. Tutto era cominciato nel febbraio dell’anno scorso quando, a bordo di un camion, furono trovati due chilogrammi di cocaina nascosti all’interno di una macchina levigatrice, proveniente dal Perù, spedita verso l’Italia dalla Serbia e destinata ad un imprenditore di Schio.

Luigi Carollo
Luigi Carollo

Era il 66enne Luigi Carollo, che fu arrestato e messo ai domiciliari per importazione e detenzione di stupefacenti. Con Carollo venne indagata anche un’altra persona, un 52enne  procacciatore d’affari, ritenuto colui che aveva procurato il luogo dove scaricare il macchinario con la cocaina.

I due chili di droga provenivano dai Balcani e sono stati introdotti nel nostro paese attraverso la frontiera di Trieste Ferneti. Da sottolineare inoltre che si trattava di droga molto pura, almeno all’85%, che avrebbe quindi fruttato molto sul mercato al dettaglio, non meno di mezzo milione di euro.

Già un anno fa gli uomini della squadra mobile avevano ipotizzato che non si trattasse di un caso isolato, che ci fosse dietro insomma un traffico organizzato e quindi anche la criminalità organizzato, con ogni probabilità la ‘ndrangheta. Ipotesi che ora ha preso corpo e sulla quale la questura berica indaga. I due ora sono quindi indagati anche per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga.

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