Breaking News

Omba, Malacalza non eludano responsabilità

Vicenza – “La Omba, di Torri di Quartesolo, ha  tutti i numeri per proseguire la sua attività”. Lo hanno ribadito il sindacati Fim, Fiom e Uilm, sostenuti dai rappresentanti della Regione Veneto e del Comune di Torri di Quartesolo durante il secondo incontro che si è tenuto sulla delicata vertenza, lo scorso 12 marzo, a Roma, presso il Ministero dello sviluppo economico. Lo stesso Ministero ha reso noto che, ad oggi, vi sono diverse manifestazioni di interesse per all’acquisizione dello stabilimento Omba, cosa questa che potrebbe favorire un ripensamento da parte della proprietà rispetto alla decisione di procedere alla liquidazione e di conseguenza al licenziamento degli oltre cento lavoratori.

Queste manifestazioni di interesse potrebbero infatti trasformarsi in vere e proprie offerte vincolanti, ed è quindi necessario che la proprietà, ovvero  la famiglia Malacalza, ritiri il licenziamento collettivo o, in alternativa, lo sospenda per guadagnare tempo prezioso e favorire le trattative con i potenziali investitori.

“I Malacalza – spiegano i sindacati – devono assumere in prima persona la responsabilità di salvare l’azienda. Condanniamo la latitanza, ad oggi, da parte dei Malacalza, che fino ad ora non sono mai stati presenti ai tavoli di questa delicata e sofferta vertenza, e che anzi ostentano un atteggiamento di assoluto disinteresse e di irresponsabilità sociale. Abbiamo quindi chiesto ai dirigenti che rappresentavano l’azienda negli incontri a Roma di essere parte attiva e di sollecitare la proprietà affinché Omba possa avere un futuro, consentendo agli acquirenti di presentare  le loro proposte.

“Per far questo – si legge ancora nella nota in proposito di Fim, Fiom e Uilm -, occorre mantenere la continuità produttiva e mettere in atto le seguenti alcune azioni: sospendere i termini della procedura di licenziamento collettivo; modificare il concordato da liquidatorio a concordato in continuità; sollecitare e dare adeguate garanzie al commissario giudiziale  Alessandro Caldana, nonché al giudice preposto, per una valutazione positiva sulla  sospensione della procedura”.

I sindacalisti non mancano di criticare l’atteggiamento dei referenti dell’azienda “che – spiegano – si sono finora trincerati dietro i cavilli e i vincoli di una procedura attivata su scelta precisa della proprietà, arrivando perfino a proporre la sospensione dal rapporto di lavoro senza stipendio e ammortizzatori per i lavoratori, per evitare ulteriori costi per la procedura concorsuale (condividendo in questo una preoccupazione espressa dal  commissario Caldana, più sensibile e attento ai costi procedurali che non alle ricadute economiche, etiche  e sociali che la chiusura di Omba comporterebbe). Come dire: la proprietà decide di  chiudere perché interessata ad altri business; la dirigenza e il commissario non vogliono rischiare nulla e i lavoratori pagano tutto il costo di queste scelte”.

“Il Ministero – concludono i sindacati – ha ribadito, alla fine dell’incontro, che ci sono elementi per giungere ad un accordo, ed evitare i licenziamenti e la chiusura di Omba. ha di fatto accolto le richieste dei sindacati, della Regione Veneto e del Comune di Torri di Quartesolo, impegnandosi a seguire la vicenda, a valutare le manifestazioni di interesse, e a ricontattare la proprietà per un suo coinvolgimento diretto nella vertenza”. Va segnalato infine che venerdì 16 marzo sindacati e l’azienda si sono incontrati di nuovo presso la Regione Veneto tra i. La discussione ha ripreso i temi già emersi al Ministero, ma non ha prodotto esiti, e tutto è stato rinviando ad un nuovo incontro già fissato per giovedi 22 marzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *