Negozi aperti nei festivi, il Veneto ribadisce il No

Venezia – La Regione del Veneto ripropone per la modifica della disciplina degli orari e delle giornate di apertura degli esercizi commerciali. Lo ha annunciato l’assessore regionale allo sviluppo economico e al commercio Roberto Marcato, parlando di iniziative in questo senso, tra le quali quelle da sottoporre ai parlamentari veneti eletti nella recente tornata elettorale.

Roberto Marcato
Roberto Marcato

“Le prossime festività pasquali – ha detto Marcato – sono l’occasione per rimettere al centro dell’attenzione la questione delle aperture senza nessun criterio di ragionevolezza. Il Veneto si era assunto l’onere di individuare strategie idonee a superare, in Italia, la delicata problematica della liberalizzazione degli orari di vendita e dei giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali, competenza di cui le Regioni sono state espropriate. Per questo abbiamo dato vita ad un tavolo regionale, che abbiamo voluto chiamare in modo esplicito etico, aperto a comitati, associazioni di categoria, parti sociali, Anci Veneto”.

Si ricorderà infatti che, con il cosiddetto “Decreto Salva Italia”, venne imposta la liberalizzazione anche per quanto riguarda gli orari di vendita e i giorni di apertura domenicale e festiva degli esercizi commerciali pensando di contribuire a rivitalizzare l’economia. “E’ dimostrato – ha detto Marcato – che non c’è stata nessuna ricaduta positiva da punto di vista economico e commerciale dalle liberalizzazioni, che spalmano le stesse vendite su sette giorni invece che su sei, aumentando le spese e sottoponendo i lavoratori a turni di lavoro assurdi”.

“Per cambiare le cose ci eravamo rivolti ai parlamentari veneti, sollecitando una rapida approvazione del disegno di legge statale di disciplina della materia relativa alle chiusure domenicali e festive degli esercizi commerciali, approvato il 25 settembre 2014 dalla Camera e rimasto poi all’esame del Senato. L’iniziativa veneta è stata successivamente recepita dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Sulla necessità di limitare le aperture festive si sono espressi favorevolmente tutti gli schieramenti politici, ma l’iter legislativo in Parlamento non si è sbloccato e la legislatura si è conclusa”.

“Riteniamo perciò doveroso – ha aggiunto l’assessore – sollecitare un impegno formale dei parlamentari neoeletti, a partire dalla nuova presidente del Senato, su un tema che è soprattutto etico e sociale, più ancora che economico, perché mette in crisi la tranquillità della vita delle famiglie. Molte promesse sono state fatte in campagna elettorale, ora vedremo se c’è un minimo di coerenza e faremo un monitoraggio per rendere noto chi ha sottoscritto questo impegno”.

Marcato ha concluso ricordando che è già stata formulata la richiesta di riportare queste competenze in capo alle Regioni, in modo da poter modulare sul territorio le aperture. Ha anche fatto notare che, mentre a livello internazionale si sta registrando su questi temi un’inversione di tendenza, qui in Italia si continua ad investire nei grandi centri commerciali.

A questo proposito, nel collegato alla legge regionale di stabilità 2018 è stata introdotta una norma che obbliga il comune che intende accogliere sul proprio territorio una nuova grande struttura di vendita a concordare questa decisione con i comuni limitrofi. Tra gli interventi a sostegno, don Enrico Torta ha messo l’accento sulla necessità di riprendere in mano questa “battaglia contro il degrado della civiltà” che va a toccare la dignità dell’uomo, sempre più assoggettato a logiche economiche.

Un commento

  1. Francesco Cecchini

    Ancora Puppato, mandata a casa lo scorso 4 marzo anche dai risparmiatori traditi delle Banche venete.

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