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Mais, produzione dimezzata anche nel vicentino

Vicenza – La superficie coltivata a mais, in Italia, si è dimezzata in dieci anni. E’ il dato emerso nel tavolo nazionale di filiera dei cereali, che ha affrontato temi e problematiche legati ai seminativi. Lo rende noto Confagricoltura Vicenza che sottolinea anche la gravità di questa crisi che attanaglia la coltura, una crisi “che spinge ad affrontare con urgenza il declino di quella che pur sempre rimane la prima coltivazione cerealicola per quantità di produzione”.

Anche il territorio vicentino ha risentito fortemente della situazione, con un calo che è andato oltre il 50% negli ultimi dieci anni, di cui il 13,6% solo nel 2017. Con 14.500 ettari la coltura berica è retrocessa al settimo posto in Veneto rispetto a Padova (36.400 ettari), Rovigo (34.600), Venezia (30.700), Verona (25.800), Treviso (21.900). Un’annata particolarmente difficile, il 2017, anche per i gravi danni nello sviluppo vegetativo causati dalle ondate di calore che si sono susseguite tra fine giugno e agosto.

Le previsioni di semina per il 2018 evidenziano un nuovo calo dell’1,7% della superficie a mais e del 4,5% delle superfici a riso. Previsto invece un aumento rispetto ai raccolti 2017 per il frumento tenero (+4,5%, con punte del +5,8% nel Nordest) e del 6,1% delle superfici a grano duro (dato che va in controtendenza rispetto alla riduzione delle superfici seminate al Sud e Isole del 3,1%).

“Il Vicentino sta vivendo anni di grande sofferenza per il mais – conferma Gianni Biasiolo, vicepresidente di Confagricoltura Vicenza e referente del settore seminativi -. Era il raccolto più importante del nostro territorio e della pianura padana e ora si è ridotto di oltre la metà, facendoci diventare grandi importatori del cereale. Il mais ormai lo seminano solo gli allevatori e gli agricoltori che lo utilizzano per il biogas. Chi aveva mais ora semina frumento tenero e soia, che è molto richiesta sul mercato nei suoi molteplici derivati, ma che nel 2017 ha sofferto molto la siccità. Quest’inverno la pioggia e le nevicate hanno ricaricato le falde, ma la stagione è lunga e dobbiamo sperare in un meteo favorevole per non subire nuove perdite”.

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