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Domenico Zonin, in una foto tratta dalla pagina Facebook di Casa Vinicola Zonin Spa
Domenico Zonin, in una foto tratta dalla pagina Facebook di Casa Vinicola Zonin Spa

Lettera aperta. “Le sofferenze di Gianni Zonin”

Lettera aperta di Luigi Ugone, presidente della associazione di risparmiatori “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, a Domenico Zonin, figlio dell’ex presidente dell’istituto di credito vicentino, Gianni Zonin, a processo in questo periodo, con il resto dei vertici della banca, per il crack di quella che fu la cassaforte di questa area d’Italia. Domenico Zonin ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano la Repubblica, in edicola ieri, nella quale parla del padre, nel suo ruolo di banchiere, e soprattutto di quanto l’essere stato a capo della BpVi abbia in realtà danneggiato lui, i suoi familiari e l’azienda vinicola di famiglia. Secondo Zonin junior, la sua colpa principale è consistita nell’essersi fidato di altri…

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Dott. Domenico Zonin,

Luigi Ugone
Luigi Ugone

rispondo a lei e a suo fratello, che dalle pagine di quotidiani nazionali (molti dei quali si guardano bene dal pubblicarci ) continuate in una azione giustificativa che risulta come l’ennesimo smacco alla sensibilità dei risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza.

Prendiamo atto comunque che lei stesso definisce Gianni Zonin un accentratore, aggiungendo che lo è sempre stato, sia in famiglia che in azienda. Questo conferma ciò che molti sostengono, assieme a noi, sul fatto che mai ha voluto ascoltare critiche in assemblea dei risparmiatori della banca, e che, visto il ruolo e la personalità, non poteva non sapere ciò che stava accadendo.

In ultima analisi, per non scendere in un dibattito che sarebbe opportuno che fosse pubblico, c’è da sottolineare la battuta sulla sofferenza che lo stesso Gianni Zonin starebbe patendo oggi, sofferenza che non può che essere morale visto che, di certo, la perdita delle azioni non lo ha impoverito economicamente, cosa che invece è capitata a decine di migliaia di famiglie che patiscono e soffrono non solo per la beffa morale, ma anche per quella economica, che in alcuni casi è gravissima tanto da compromettere la serenità familiare e futura.

Molti di quei soldi erano sudore e sangue di gente onesta, che non va in giro con la scorta e l’autista. Eppure, molta di questa gente continua a lottare, soffrendo, per chiedere verità e giustizia in questa vicenda, e noi dell’associazione “Noi che credevamo nella BpVi” siamo con loro.

Luigi Ugone – Presidente associazione Noi che credevamo nella BpVi

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