Giro d’Italia parte da Israele? Protesta a Vicenza

Vicenza – Vicenza palcoscenico questa mattina di una manifestazione colorata e sui generis, sia per i contenuti che per le modalità con cui si è svolta. Andava sotto il nome di #cambiagiro, dove per giro si doveva intendere il Giro d’Italia di ciclismo, la cui partenza è prevista da Israele. E quest’ultimo punto era quello verso cui la protesta era indirizzata. Sono stati una cinquantina i vicentini che vi hanno partecipato in veste di ciclisti, assieme ad un centinaio di persone che si sono radunate in piazza Matteotti dove sono arrivate poi anche i manifestanti su due ruote.

La manifestazione si è svolta senza incontrare alcun problema, e ad organizzarla è stato il Comitato vicentino per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi, sceso in campo per sensibilizzare la cittadinanza sulla situazione di apartheid che vive una parte della popolazione palestinese nel territorio di Israele. Il comitato, con la sua iniziativa, chiede che il Giro d’Italia 2018 non parta da Gerusalemme, come invece è previsto.

La “biciclettata di protesta” è partita dalla Riviera Berica, all’altezza della Rotonda, per giungere in piazza Matteotti, sotto la sequoia, accanto ai giardini dell’Olimpico. #CambiaGiro “No al Giro d’Italia in Israele” è stato lo slogan della manifestazione a cui ha partecipato anche una giovane palestinese venuta appositamente da Gerusalemme.

“Il governo israeliano – si legge in una nota diffusa dal Comitato vicentino per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi – ha imposto la dicitura Gerusalemme, e non Gerusalemme ovest, falsificando un dato di realtà che vede la città delle tre grandi religioni monoteiste divisa tra ovest (abitata da Israeliani) ad est, sotto occupazione militare israeliana dal 1967 ed abitata da Palestinesi. La decisione del gruppo dirigente del Giro d’Italia, accettando le imposizioni israeliane, contraddice il diritto internazionale e le risoluzioni Onu, e sceglie di giustificare la politica di Israele che dal 1967 occupa militarmente il territorio palestinese”.

Merita segnalare che il Comitato vicentino per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi è nato a Vicenza nel 2014, per sensibilizzare sulle condizioni dei prigionieri politici palestinesi, e comprende Arci Servizio Civile, Amnesty International, Cgil, Donne in rete per la pace, Fornaci Rosse, Liberi e Uguali, Mir, Pax Christi, Progetto sulla Soglia, Salaam ragazzi dell’olivo, Vicenza Capoluogo.

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