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Fatture false, la Finanza scopre quattro “cartiere”

Bassano – Circa ottanta militari tra Arma dei carabinieri e Guardia di finanza, sono stati impegnati dalle 5 di questa mattina, nell’esecuzione di una complessa operazione volta, come già anticipato in un’altra pagina del giornale, al contrasto dello sfruttamento della prostituzione e all’interruzione di una frode fiscale con diramazioni nelle province di Vicenza, Treviso, Verona, Padova, Bergamo e Milano.

Per quanto riguarda il filone di indagine portato avanti dai finanzieri bassanesi, che si è concluso con una accusa di emissione di fatture per operazioni inesistenti a carico quattro società “cartiere”, questo ha preso il via dopo la scoperta, da parte dei carabinieri, di alcuni presunti illeciti fiscali riconducibili ad una delle persone coinvolte nelle verifiche da loro effettuate.

“In particolare – ha spiegato il capitano Michele Piazzolla, comandante della stazione della Guardia di Finanza di Bassano -, abbiamo notato qualcosa di strano a proposito di una società del bassanese, costituita nel 2016. Questa srl, operante nel settore dell’installazione di impianti elettrici, aveva sede in uno degli appartamenti dati in subaffitto per l’esercizio dell’attività di prostituzione. Dagli accertamenti, abbiamo appurato che in quell’alloggio non c’era nulla di riconducibile all’attività di installazione di impianti elettrici e questo ci ha fatto pensare che la società non fosse altro che una cartiera, costituita ad hoc e finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti”.

Le Fiamme gialle hanno approfondito indagini finanziarie e controlli, facendo emergere una ingente movimentazione di denaro: 7/800 mila euro tanto in entrata quanto in uscita, nell’arco di circa un anno. Oltre alla mancanza di macchinari, sede sociale, dipendenti e attrezzature, a supportare l’ipotesi dei finanzieri che l’attività oggetto della srl, in realtà, non fosse reale sono state le conversazioni telefoniche captate.

“Delle migliaia di telefonate ascoltate da noi e dai carabinieri – ha proseguito – nemmeno una riguardava l’attività operativa dell’azienda. I contatti facevano riferimento solo all’organizzazione degli appartamenti e alle fatture”. In seguito ad altri accertamenti bancari gli uomini della Guardia di Finanza hanno individuato altre tre cartiere, “anche queste prive di capacità operativa e coinvolte in reati che attengono l’aspetto economico e finanziario, che avrebbero avuto come amministratori di diritto altrettante persone, ad oggi indagate”.

Ilaria Martini

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