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Elezioni a Vicenza, Rucco: “Dopo la rottamazione il riciclo”

Vicenza – “Dieci anni a Palazzo Trissino, ma loro non sanno nulla della Banca Popolare di Vicenza, anzi sono addolorati e vicini ai risparmiatori, che ora promettono di aiutare, non si è ben capito come”. Sono parole di Francesco Rucco, candidato sindaco di Vicenza in quota centrodestra, o almeno una parte di esso dato che è sostenuto da liste civiche e da Fratelli d’Italia. Destinatari del tagliente commento sono invece gli uomini del centrosinistra vicentino compresi il sindaco uscente, Variati, e colui che ieri ha lanciato la campagna elettorale per rilevarne il testimone, ovvero Otello Dalla Rosa.

Francesco Rucco
Francesco Rucco

Ed il giudizio di Rucco è proprio rivolto alla serata di ieri, ai suoi protagonisti e a quanto vi è stato detto. Per per il candidato di centrodestra “Variati e il trio delle finte primarie hanno governato tutti insieme, mentre la città si trasformava in un deserto, i quartieri diventavano sempre più periferia abbandonata, la città era mese dopo mese sempre meno sicura e la cultura veniva gestita con grandi eventi per gli interessi di pochi”.

“E dopo dieci anni di vuoto – continua Rucco – si pretende di inaugurare una nuova stagione dalla parte dei cittadini. Ma negli ultimi dieci anni dove sono stati Variati e il trio delle finte primarie? Il Comune sarà a fianco dei risparmiatori traditi da BpVi con un servizio di supporto, ha promesso ieri sera Otello Dalla Rosa dal palco di un affollato teatro comunale. Dopo il danno, quello patito da tanti risparmiatori che si fidavano della Banca Popolare di Vicenza, siamo alla beffa. La maggioranza di centro sinistra che da dieci anni governa la città, e che ora indossa i costumi di scena della nuova stagione, pensa che ai vicentini bastino ancora le belle parole. In realtà si è capito che questa è gente che cambia faccia all’occorrenza”.

“Mesi di divisioni fra i tre candidati del centrosinistra svaniti nel nulla – conclude -, di fronte ad un accordo di facciata che ripropone tutti insieme, artificialmente compatti e forzatamente sorridenti. Dieci anni di immobilismo, e quando così non è stato le scelte si son rivelate sbagliate. Ora queste stesse persone ci parlano di bellezza quando tutt’intorno c’è decadenza, ci parlano della Banca Popolare come se fino a ieri fossero stati altrove, ci parlano di quartieri come se non fossero stati loro a metterli in crisi. Dopo la rottamazione, siamo al riciclo. Altro che nuova stagione: è ora di riprenderci Vicenza, ponendo fine ai dieci anni di proclami irrealizzati e culminati nell’ultimo atto andato in scena ieri sera”.

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