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Creazzo, chiude l’Hotel Vergilius. 30 licenziamenti

Creazzo – Cresce la preoccupazione per il futuro della struttura alberghiera Hotel Vergilius di Creazzo, che chiuderà i battenti licenziando tutti i lavoratori il prossimo 8 marzo. I sindacati Fisascat Cisl e Filcams Cgil parlano di “una situazione surreale e incomprensibile visto l’ottimo posizionamento commerciale di una struttura che funziona ed è un punto di riferimento provinciale nel settore alberghiero, dei centri Wellness e delle attività congressuali”.

“Le vicende – spiega Matteo Bocchese, della Fisascat Cisl di Vicenza, – che hanno visto negli ultimi anni attraversare delle situazioni di crisi finanziarie, ma non lavorative, della società che gestiva la struttura, hanno sempre visto i sindacati impegnati per la salvaguardia dell’occupazione e il miglioramento delle condizioni lavorative. Sforzi che sembrano ora vanificati dalla scelta della società Coronation srl, che ha acquistato l’immobile dal fallimento Pleadi, di chiudere l’immobile in attesa di una futura elaborazione di un piano industriale. Uno shock per i 30 lavoratori e lavoratrici che lavoravano e contribuivano quotidianamente con i loro servizi alla reception, all’organizzazione di eventi e alle camere a rendere l’Hotel Vergilius uno degli hotel più blasonati nella provincia di Vicenza”.

Fisascat Cisl e Filcams Cgil, assieme alle Rappresentanze sindacali aziendali,hanno manifestato oggi, con un sit-in, fuori dall’Hotel Vergilius (nella foto in alto), per sensibilizzare l’opinione pubblica e condividere la portata dell’impatto sociale di questa scelta, sia nella ricaduta occupazionale, sia per l’impatto nell’offerta ricettiva provinciale che vede la chiusura di un albergo di alta qualità considerato un fiore all’occhiello.

L’incertezza del resto è totale. Ad non si può prevedere il futuro di questa struttura e i lavoratori non hanno mai avuto nessuna garanzia di continuità lavorativa da parte della nuova proprietà, che  non sembra interessata a condividere con sindacati e lavoratori un futuro progetto industriale. “Troviamo difficile pensare – sottolineano i sindacalisti – che una struttura come questa possa essere adibita ad attività diverse da quella per cui è nata”.

“Oltre al danno, anche la beffa – commenta Antonio Cunsolo, della Filcams Cgil di Vicenza -. La nuova proprietà avrà pure bisogno di cameriere, receptionist, donne delle pulizie e portieri per far funzionare la struttura. Ad oggi nessuna risposta. Solo un beffardo regalo per la Festa della donna: la perdita del posto di lavoro. Chiediamo quindi che queste lavoratrici e questi lavoratori vengano ascoltati, magari in un tavolo di confronto ad quale siedano anche rappresentanti delle istituzioni”.

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