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Confindustria in campo a favore della montagna

Cortina d’Ampezzo – Confindustria scende in campo a favore della montagna italiana, dalle Alpi agli Appennini, e lo fa creando una rete interna al sistema associativo composta dalle territoriali e dalle federazioni regionali interessate a promuovere lo sviluppo delle terre alte, attraverso progetti, provvedimenti e politiche pubbliche coerenti e finalizzate a sostenere la crescita economica e sociale di queste aree connotate da una riconosciuta e oggettiva specificità. L’iniziativa “Confindustria per la Montagna” è stata presentata ieri, venerdì 23 marzo, all’Hotel Cristallo di Cortina d’Ampezzo, alla presenza del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, del suo vice Stafan Pan e dei rappresentanti di molte associazioni provinciali e regionali coinvolte.

“Questo tipo di progetto – ha detto Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza -, che rientra nel nostro paradigma Fabbricare valori, impresa, persone territorio, ha significato perché dimostra nei fatti la volontà di Confindustria di essere protagonista nel difendere il territorio italiano e le sue peculiarità. Il nostro impegno, infatti, va anche oltre l’industria, che rimane di certo il nostro focus, ma è dedicato a tutto il sistema Italia. Quello vicentino, poi, è un territorio fortemente legato alla montagna, per geografia ma anche per la cultura che ne deriva: dalle Piccole Dolomiti fino alle cime rese celebri dalla storia come il Pasubio e il Monte Grappa, l’area di Recoaro o ancora l’Altopiano di Asiago, rappresentano un vero e proprio unicum”.

“Ma oltre la bellezza che caratterizza questi luoghi – ha aggiunto Vescovi -, voglio sottolineare come la montagna abbia inoltre la capacità di forgiare una visione del mondo che può fare la differenza anche nell’industria. Basti un esempio: questa settimana sono stato alla Rigoni di Asiago, una delle nostre eccellenze che da un piccolo paese a mille metri di altitudine ha saputo arrivare praticamente in tutto il mondo. Grazie a questa nuova rete ci proponiamo quindi di andare oltre il semplice assistenzialismo, per riuscire a valorizzare i territori montani proprio per la loro peculiarità, per ciò che li rende un tesoro non più solo da proteggere e tutelare, ma da mettere a frutto per il bene dell’intero Paese”.

E poi c’è il turismo, e quello delle destinazioni montane incide fortemente sull’intera bilancia nazionale. Si calcola – ha spiegato il presidente di Federturismo Confindustria, Gianfranco  Battisti, – che solo la montagna bianca rappresenti il 10,9% del complessivo sistema del turismo italiano, grazie anche allo straordinario valore delle imprese che gestiscono gli impianti a fune, al quale si aggiunge una quota del 6,8% che si riferisce alla montagna estiva”

“Le montagne – ha infine commentato Anna Giorgi, direttrice dell’Università della Montagna di Edolo – devono essere messe nelle condizioni di esprimere il potenziale delle loro risorse, che sono uniche e specifiche, e quindi è necessario mettere a punto metodi e strumenti innovativi funzionali al riscatto di questi territori, non più derogabile e vantaggioso per l’intera società. Specificità e innovazione, l’una da riconoscere, nelle norme, e l’altra da generare attraverso un confronto e un dialogo forte e stabile  tra il mondo dell’università e della ricerca, quello dell’impresa e quello delle istituzioni e dei policy makers, secondo il modello della tripla elica per l’innovazione”.

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