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Al Capone, il simbolo di quel gansterismo che proliferò nell’America del proibizionismo
Al Capone, il simbolo di quel gansterismo che proliferò nell’America del proibizionismo

Cannabis, studenti: “Polizia a scuola inaccettabile”

Schio – Quando, nel 1933, negli Stati Uniti finì il proibizionismo, e gli americani furono liberi di bere un po’ di vino o due dita di whisky, a rimetterci di più furono i malviventi, i ganster, originati proprio dal proibizionismo. Per fare un esempio, Chicago, da regno di Al Capone e della criminalità organizzata, diventò una città normale, come tutte le altre metropoli statunitensi. Chissà, magari una cura in parte simile potrebbe far bene anche all’Italia, facendola diventare finalmente un paese normale…

Sembrano esserne convinti gli studenti del Coordinamento Studentesco Altovicentino, che oggi hanno preso posizione sul tema dell’atteggiamento da avere verso la diffusione tra i giovani degli stupefacenti (soprattutto verso le così dette droghe leggere), anche a seguito delle polemiche tra l’amministrazione di Schio e il consigliere comunale di minoranza Carlo Cunegato. Lo hanno fatto distribuendo un volantino, all’uscita dalle scuole della zona, in cui parlano di un clima di terrore negli istituti scolastici, “con blitz da parte di uomini in divisa accompagnati da cani antidroga che perquisiscono e in qualche caso addirittura arrestano gli studenti”.

I ragazzi giudicano tutto questo come un “fallimento del processo educativo, che sfocia così nella repressione e nell’autoritarismo. Trattare in questo modo – aggiungono – il problema della dipendenza dall’uso di sostanze da parte dei  giovani è del tutto controproducente: le scuole dovrebbero preoccuparsi di fornire gli strumenti per un consumo consapevole e le informazioni sui rischi in cui si incorre nei casi di abuso delle sostanze, incentivando il dialogo e il confronto. L’accaduto ci sembra ancora più grave considerato che dalla cronaca degli ultimi giorni emerge che chi si dovrebbe occupare della sicurezza dei cittadini divulga notizie la cui veridicità viene messa in dubbio sui giornali locali”.

I giovani non mancano di ribadire che considerano “la presenza di forze dell’ordine nelle scuole inaccettabile, così come è intollerabile l’esistenza di politiche proibizioniste e repressive rispetto al consumo di droghe leggere”. Naturalmente, questa iniziativa degli studenti non è passata inosservata negli ambienti della destra, quelli che potremmo definire proibizionisti e reazionari. Ed è così che è subito intervenuto il comitato Prima Noi, il cui portavoce Alex Cioni, in una nota diffusa oggi, ha liquidato il gruppo di studenti come “appartenente al centro sociale Arcadia”.

“Fermo restando – scrive Cioni – che le scuole non sono delle zone extra territoriali fuori dal controllo dello Stato e dai suoi organismi di polizia, sono scioccanti e inverosimili le parole di questi ragazzi appartenenti ad un sedicente comitato studentesco. Con questa iniziativa, si sta delineando con maggiore chiarezza il movente politico della polemica sollevata nei giorni scorsi da Cunegato contro il comandante della Polizia Locale, proprio sui blitz antidroga”.

“Da una parte – continua l’esponente scledense della destra – c’è chi lavora sodo per contrastare la diffusione delle sostanze stupefacenti, dall’altra c’è chi invece parla di consumo consapevole. E’ evidente che un comandante come Scarpellini, impegnato sul fronte del contrasto agli stupefacenti, sia un elemento scomodo per chi, invece, sostiene politiche antiproibizioniste. Chiedo a Cunegato, non nella sua veste di politico ma cin quella di insegnante, se ritiene anche lui, come questi studenti, che nelle scuole si dovrebbe parlare di uso consapevole delle droghe”.

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