Detrazione Iva, critiche da commercialisti e Apindustria

Roma – “Il tema della detrazione dell’Iva, da inizio del 2018, sta creando non poche difficoltà a imprese e professionisti. C’è l’esigenza che il Parlamento rimetta ordine alla materia”. E’ quanto sostiene Marco Cuchel, presidente della Associazione nazionale commercialisti (Anc) che assieme a Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza e vicepresidente di Confimi Industria ha diffuso un articolato documento su questo aspetto così spinoso per le imprese.

“Il criterio dell’arrivo – dicono Cuchel e Lorenzin – delineato dall’apprezzabile sforzo interpretativo offerto dalla circolare 1/E/2018 dell’Agenzia delle entrate doveva essere accolto come una soluzione per la gestione delle fatture di fine anno, ma da più parti viene invece interpretato come una complicazione per le fatture di tutto il resto dell’anno. C’è, in sostanza, chi ritiene che l’Iva di una fattura datata fine mese, ma arrivata i primi giorni del mese successivo, non possa più essere detratta dal committente già con la liquidazione relativa al mese di emissione (mese di esigibilità dell’imposta) con conseguente slittamento del dies a quo (momento iniziale) del diritto alla detrazione”.

A giudizio di ANC e Confimi Industria, invece, vi sarebbe spazio per “una diversa interpretazione distensiva basata sulla distinzione fra dies a quo teorico (che sorge con l’esigibilità) e dies a quo esercitabile che consenta la detrazione delle fatture con Iva esigibile che siano pervenute in tempo utile per la detrazione in sede di liquidazione ai sensi dell’art. 1 del DPR 100/98. Norma, quest’ultima – sottolineano le due associazioni -, che non solo non è stata abrogata ma non risulta nemmeno in contrasto con gli insegnamenti giurisprudenziali comunitari”.

“Per taluni operatori, poi, ogni pretesto diventa buono per tardare il pagamento delle forniture”, aggiunge Flavio Lorenzin, che in Confimi Industria ha la delega alle semplificazione e ai rapporti con la Pubblica amministrazione, invitando i fornitori a rinviare al mittente le pretese dei clienti di slittamento dei termini di pagamento nel caso di fattura non arrivata nello stesso mese della fornitura. A tal riguardo Anc e Confimi propongono anche un fac simile di risposta dove si sostiene e argomenta come tale pretesa non sia fondata, a prescindere dall’interpretazione restrittiva o distensiva che il singolo vorrà applicare in merito alla vicenda della formazione del dies a quo.

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