Da sinistra: Poscoliero, Cunegato, Balzi e Bonaguro
Da sinistra: Poscoliero, Cunegato, Balzi e Bonaguro

“Un territorio in gioco”. Alto Vicentino e ludopatia

Santorso – Quello del gioco d’azzardo, in Italia, è un settore che non conosce crisi. Una vincita facile e immediata, che magari consenta di aggiustare un po’ la propria condizione economica, fa gola a molti, ma si tratta solo di una illusione e a confermarlo è il calcolo delle probabilità. Inoltre, va sottolineato che, sempre più spesso, questo gioco diventa patologico, creando di conseguenza problemi e disagi a al giocatore, ma anche ai suoi familiari.

È una situazione che ha ripercussioni su tutta la comunità e le armi a disposizione delle amministrazioni comunali per contrastare quella che è diventata una vera e propria piaga sociale non sono molte. Oltre ai provvedimenti emanati (ad esempio quelli che limitano gli orari di apertura delle sale slot o che impediscono di aprirne di nuove a meno di 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili) l’elemento su cui puntare è la sensibilizzazione. Ed è proprio qui che si colloca l’iniziativa “Un territorio in gioco” proposta dai Comuni di Santorso, San Vito di Leguzzano e Valli del Pasubio, in collaborazione con l’Unione montana Pasubio Alto Vicentino, che prevede tre incontri.

Il primo, in programma mercoledì 14 marzo, con inizio alle 20.45 nel teatro del centro giovanile di Santorso, è una conferenza spettacolo ad ingresso libero dal titolo “Fate il nostro gioco” durante la quale il fisico Diego Rizzuto e il matematico Paolo Canova, della società Taxi 1729, smonteranno e rimonteranno le più diffuse false credenze sul gioco d’azzardo, fornendo al pubblico le reali probabilità di vincita. Lo spettacolo fa parte del progetto “Fuori gioco”, promosso dalla cooperativa Radicà, che ha anche proposto un percorso di sensibilizzazione sui rischi del gioco in diverse scuole secondarie e superiori dell’alto vicentino, coinvolgendo più di 400 studenti.

“Abbiamo inoltre organizzato – ha aggiunto Glenda Bonauguro, della cooperativa Radicà – alcuni momenti di formazione dedicati agli insegnanti, per far sì che siano in grado di sviluppare adeguate strategie preventive e cogliere eventuali segnali di difficoltà manifestati dai ragazzi”.

Il secondo incontro è in calendario alle 20.30 di martedì 20 marzo a Valli del Pasubio, nella sala consiliare. Gli psicologi e psicoterapeuti Lorena Bergozza e Sonny Raumer affronteranno i temi legati agli aspetti patologici della ludopatia, alla loro diffusione sul territorio dell’Alto Vicentino. “L’azzardo non è un gioco: fra economia, società e induzione al gioco” è invece il titolo dell’ultima serata, alla quale interverranno Emanuela Lanzarin, assessore regionale ai servizi sociali, Alessandra Corò, direttore del distretto 2 dell’Aulss7 e Metteo Iori, dell’Osservatorio sui rischi del gioco d’azzardo del Ministero della salute. L’appuntamento è per giovedì 5 aprile, alle 20.30, nella sala civica della biblioteca di San Vito di Leguzzano.

“Come ben sottolinea il titolo di questa proposta – ha sottolineato il sindaco di Santorso, Franco Balzi – è tutto un territorio ad essere in gioco. La ludopatia e i pericoli ad essa connessi sono scenari che vanno affrontati assieme, per questo abbiamo proposto tre incontri in tre diversi Comuni: la sinergia è fondamentale”.

Nel 2016 in Italia sono stati giocati quasi 96 miliardi di euro (il 7% in più rispetto all’anno precedente). Anche i dati locali devono far riflettere: secondo i calcoli (che non comprendono il gioco online e quello illegale), ogni cittadino di Santorso ha giocato 508 euro, 216 euro per gli abitanti di San Vito e 187 euro per quelli di Valli. Quando il gioco diventa patologico, le conseguenze sul piano familiare, relazionale ed economico sono gravi. In sette anni, dal 2010 al 2017, ad esempio il numero di persone prese in carico dal dipartimento dipendenze dell’Ulss è salito da 28 a 92.

“Rispetto a questi numeri, però, la situazione è peggiore, perché molti non chiedono aiuto – ha aggiunto il primo cittadino di Valli del Pasubio, Armando Cunegato. Da parte nostra è doveroso portare la problematica allo scoperto, diffondere nelle persone una conoscenza del fenomeno e delle sue conseguenze”.

“Come amministratori – ha precisato Umberto Poscoliero, sindaco di San Vito di Leguzzano – possiamo intervenire con ordinanze e limitazioni nell’orario di funzionamento delle slot, ma è altrettanto vero che alla base c’è un imprenditore che svolge una attività economica lecita, perché ha una licenza rilasciata dal questore. Ora ci si sta rendendo conto che il fenomeno sta sfuggendo di mano e quindi anche da parte dello stato, c’è la consapevolezza che è necessario fare qualcosa in più per arginare la diffusione di questa patologia”.

Ilaria Martini

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