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Acquedotti Pfas per due terzi nella spesa pubblica

Venezia – “In gestione ordinaria il costo totale degli acquedotti, in base alla legge nazionale, deve essere coperto integralmente dalla tariffa pagata dagli utenti. Nel caso degli acquedotti per i Pfas, considerata la situazione emergenziale, la loro realizzazione non peserà interamente sulle tasche dei cittadini, in quanto la spesa pubblica comparteciperà per i due terzi”. Così l’assessore regionale all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, riferendosi al fatto che saranno gli utenti del vicentino, del veronese e del padovano a farsi carico di 40 dei 120 milioni di euro necessari a realizzare i nuovi acquedotti contro l’emergenza Pfas.

“Paradossalmente, quindi, ai cittadini questi acquedotti costeranno molto meno – evidenzia l’assessore –. Pur essendo in presenza di una gestione emergenziale, la norma nazionale non consente la totale copertura pubblica e, come hanno avuto modo di spiegare i tecnici del Ministero alle Mamme No Pfas, la compartecipazione è ineludibile. Ma, essendo gran parte dei nuovi acquedotti già obbligatoriamente inseriti nei piani dei Consigli di bacino, anche  a prescindere dalla problematica Pfas, non sarà necessario alcun aumento in bolletta. In ogni caso la Regione, in questa vicenda, si è costituita parte lesa e quindi i costi sostenuti saranno messi in conto agli inquinatori secondo il principio sacrosanto che chi contamina paga”.

Un commento

  1. Francesco Cecchini

    E Puppato adesso dopo essere stata mandata lo scorso 4 marzo cosa dice?

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