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Vicenza, presto la variante al Piano interventi

Vicenza – Presentato a Vicenza il nuovo Documento del sindaco per la variante al piano degli interventi, la cui decadenza è prevista per il prossimo 23 marzo. A metà marzo, quindi, la variante sarà adottata. “Non sarebbe opportuno – ha spiegato il sindaco, Achille Variati –, che un’amministrazione uscente programmasse per una entrante, ma adottando noi questa variante al piano, consentiremo, comunque, alla prossima amministrazione di avere tutte le possibilità aperte. La legge stabilisce infatti che, in caso di decadenza del piano degli interventi, l’amministrazione ha il dovere di rideterminarsi entro 180 giorni dalla decadenza del piano vigente, ovvero entro il prossimo 23 settembre. Considerato che la nuova amministrazione difficilmente sarà operativa prima della fine di giugno, sarebbe messa fortemente in difficoltà. In caso di decadenza del piano, infatti, l’area non riacquista automaticamente la propria antecedente destinazione urbanistica, ma si configura come non urbanisticamente disciplinata, ossia come cosiddetta zona bianca, determinando una conseguente paralisi programmatoria nel governo del territorio”.

Sono 5 i punti contenuti nella proposta di variante al piano degli interventi. Innanzitutto, vengono confermate le previsioni di trasformazione soggette a strumenti attuativi non approvati che rientrano nell’ambito di urbanizzazione consolidata di Pat. “La scelta è dettata dal fatto che la linea di indirizzo comune è quella del recupero di quanto già costruito – ha puntualizzato il sindaco –; se non facessimo così, dal 24 marzo non potrebbe più essere fatto nulla sul tessuto urbanistico consolidato, che invece necessita di interventi di riqualificazione e rigenerazione”. In secondo luogo, vengono confermate le previsioni di aree a servizi per le quali non ricorrono le condizioni di vincolo preordinato all’esproprio o che concorrono ad aumentare la qualità dell’abitare.

Vengono, poi, salvaguardati gli accordi tra pubblico e privati, di cui all’articolo 6 della legge regionale 11/2004, già  definiti in seno al Pat e poi trasportati nel piano degli interventi. “Questo per logica e coerenza amministrativa visto che sia la giunta che il consiglio comunale avevano già dichiarato quelle aree di rilevante interesse pubblico” ha spiegato il sindaco. In quarto luogo, decadono le previsioni di espansione soggette a strumenti attuativi non approvati (Pua) e le previsioni di edificabilità per il soddisfacimento delle esigenze abitative di tipo familiare (Bid) che alla data del 20 febbraio non hanno avuto attivazione.  “In questo modo decadono diversi piani, per circa 396 mila metri quadrati” ha detto Variati.

Vengono salvaguardate le zone di espansione per le quali l’amministrazione ha dato avvio al procedimento, ovvero 88 mila metri quadrati, in quanto riteniamo corretto che possano avere il tempo per arrivare all’approvazione. A questo fanno eccezione due zone: la prima, cosiddetta “area C34” di Laghetto, tenuto conto sia della conformazione urbanistica e infrastrutturale sia della reale complessità dell’intervento che coinvolge oltre 60 soggetti e che richiede tempi inevitabilmente lunghi per l’attuazione. Vengono, inoltre, confermate le previsioni di espansione dell’”area C21”, a Debba, che vede interessate alcune proprietà comunali (ex scuola elementare, ora sede del gruppo comunale di protezione civile), dal momento che è in atto la presentazione di un piano che consentirà di riqualificare l’area.

Infine, vengono confermate le previsioni di prolungamento di via Aldo Moro fino al raccordo Valdastico (stralcio n. 2), coerentemente con gli obiettivi di un nuovo addendum al protocollo di intesa tra Comune e Ministero delle infrastrutture e trasporti, ANAS, Regione Veneto, Provincia di Vicenza e Società Autostrade Brescia-Padova, in corso di definizione. “Mi auguro che la prosecuzione di via Aldo Moro arrivi presto al tavolo del ministro per la firma, in quanto si tratta di un progetto molto atteso e importante, soprattutto per il riordino del traffico pesante – ha precisato il sindaco –. Lasceremo decorrere la questione della chiusura a nord della tangenziale in quanto non abbiamo previsioni sulle disponibilità finanziarie necessarie alla sua realizzazione ed è stato oggetto dell’ispezione e critica da parte dell’Unesco. Rimangono i vincoli del Pat stabiliti su tutte le intersezioni, Postumia, Saviabona, Marosticana e variante alla 46”.

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