Breaking News

Vicenza, aria irrespirabile. Dossier di Legambiente

Vicenza – L’aria a Vicenza è quasi irrespirabile a causa dello smog, ed è una magra consolazione sapere che il problema è comune a molte città italiane, sopratutto quelle della pianura padana. E’ quanto si legge nel dossier annuale di Legambiente “Mal’Aria 2018”, pubblicato il 29 gennaio, che fotografa la situazione dell’inquinamento atmosferico nella penisola. Emerge che l’aria che si respira in ben 31 città italiane è davvero pessima, con un inquinamento costante per tutto il 2017: in inverno a causa delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e in estate a causa dell’ozono troposferico (O3).

Sono 39 i capoluoghi di provincia italiani dove il limite giornaliero per il materiale particolato (Pm) previsto dalla legge, 50 microgrammi per metro cubo (µg/m3), è stato sforato un numero di volte superiore a quello consentito (vale a dire 35 giorni l’anno). Il triste primato va a Torino con ben 112 superamenti, seguita da Cremona, Alessandria e Padova, che registrano anch’esse più di 100 giorni di sforamento. Vicenza, ha oltrepassato per ben 90 giorni il limite consentito, e si trova all’undicesimo posto della classifica delle città dove si respira l’aria peggiore.

In realtà, rispetto all’anno precedente la nostra città migliora migliora la sua posizione, passando dalla quinta all’undicesima posizione. Tuttavia, l’aria che si respira a Vicenza non migliora, ma peggiora dato che nel 2016 i superamenti erano stati 72 contro i 90 del 2017. Miglioriamo la classifica insomma solo perché gli altri peggiorano più di noi.

Come dicevamo, le prime posizioni  vanno a città del nord Italia. La pianura padana, infatti, è l’area più col,pota dall’inquinamento, per le specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (scarsità di venti, frequenti fenomeni di inversione termica notturna, alta pressione atmosferica) che, combinate con l’assenza di pioggia, favoriscono il concentrarsi e l’accumulo nell’aria di inquinanti.

Il grafico riportato di seguito, elaborato da Legambiente sui dati raccolti a Vicenza dalla centralina Arpav, nel Quartiere Italia, dal 2003 al 2016, dimostra che la media delle concentrazioni di Pm10 in cittàè diminuita, tuttavia restano comunque dei picchi nel 2011 e nel 2015.

La normativa italiana (D.Lgs. 155/2010) prevede che, in un anno, il limite di 50 µg/m3 non debba essere superato più di 35 volte. La centralina, posta nel Quartiere Italia a Vicenza, ha invece registrato un numero di superamenti di gran lunga superiore. Nella tabella seguente si osservano i dati puntuali relativi ai giorni di superamento della concentrazione limite di Pm10 negli ultimi cinque anni.

“L’aria a Vicenza si può definire irrespirabile – stigmatizza Legambiente -. Questo comporta tutta una serie conseguenze sulla salute dei cittadini nonché sull’ambiente. Le polveri sottili sono infatti particelle molto piccole e capaci di penetrare nelle vie aeree causando effetti irritanti come secchezza e infiammazione di naso e gola. Più pericolosi ancora sono i Pm2,5 che, avendo dimensione inferiore, sono respirabili in quanto entrano in circolo nel sangue al pari dell’ossigeno. Come riporta l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), le morti premature, nel nostro Paese, a causa dell’inquinamento, sono 60 mila ogni anno”.

“Le azioni da intraprendere urgentemente, come ribadiamo ogni anno, sono legate sia alla mobilità che ai sistemi di riscaldamento: è urgente e necessario limitare l’uso dei veicoli più inquinanti, introducendo veri disincentivi come le zone o aree a pedaggio urbano i cui proventi siano immediatamente reinvestiti nel potenziamento della mobilità sostenibile. E’ altrettanto urgente e necessario ridurre la quantità di inquinamento generato dalla combustione dei sistemi di riscaldamento, attuando interventi di efficienza energetica sugli edifici, per ridurre i consumi, e favorendo la sostituzione di impianti termici obsoleti con sistemi moderni ed efficienti, meglio ancora se alimentati da energie rinnovabili. Vanno anche potenziati i controlli sugli impianti per garantirne efficienza e affidabilità”.

“Per affrontare l’emergenza – conclude Legambiente – serve che Stato, Regione e Comune lavorino in maniera coordinata garantendo i fondi, lavorando seriamente sul fronte degli incentivi e disincentivi. Per avere successo nei prossimi anni, il Comune di Vicenza dovrà essere in grado di attuare politiche pluriennali capaci di porre un vero freno all’uso dei mezzi inquinanti favorendo l’incremento della ciclabilità, lo sviluppo del car sharing e potenziando il trasporto pubblico con parcheggi di interscambio esterni ai centri urbani, il tutto facendo rete con i comuni contermini, che sono corresponsabili dell’inquinamento e ne subiscono le stesse conseguenze. L’amministrazione dovrà favorire seriamente gli interventi di riqualificazione energetica nel pubblico e nel privato, approfittando dei molti incentivi a disposizione fino al 2020, garantendo ampi controlli sia sugli impianti termici che sui veicoli circolanti e aumentando le aree a verde urbano e le piantumazioni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *