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Temperature sotto zero, la Caritas vicentina accoglie

Vicenza – Il grande freddo è arrivato dunque, e durerà almeno fino a venerdì. Sebbene oggi, su Vicenza e buona parte della sua provincia, si sia visto il sole, le temperature sono estremamente rigide, cosa che del resto accomuna tutta Italia. Scendendo verso sud la situazione non migliora affatto, anzi si fanno i conti la neve proprio nel mezzogiorno, tutt’altro che abituato a questi estremi e disagi. Neve dunque sulle città di mare el sud Italia, e Roma imbiancata come si vede molto di rado. Nel nord invece si fanno i conti con la colonnina del mercurio che raggiunge temperature siberiane, con -30 e perfino ancora meno su talune zone  montane.

Anche l’Altopiano di Asiago è stretto nella morsa di un gelo nordico, con 20 gradi e più sotto lo zero. Per quanto riguarda la città di Vicenza, dopo una spruzzata di neve di ieri che si è subito sciolta, non sembrano esserci problemi. La preoccupazione va soprattutto alle persoine bisignose, quelle senza tetto ad esempio, con le strutture della Caritas, Casa Santa Lucia, in via Pasi , e Casa San Martino, il dormitorio di contrà Torretti, che hanno fatto registrare numeri alti.

“Nessuna persona che in questi giorni bussa alle nostre porte viene lasciata in strada con temperature sotto zero – ha spiegato il direttore, don Enrico Pajarin -, ovviamente accettando di rispettare le regole di buona convivenza che vigono nei nostri servizi. Quella di questi giorni può essere considerata una emergenza per le temperature rigide ma, se ci soffermiamo sulle persone senza dimora, è giusto affermare che l’emergenza dura già da mesi, e la gestione della situazione di queste ore non comporterà complicazioni maggiori di quanto vissuto nelle scorse settimane. Sicuramente ci sono ancora persone che dormono all’addiaccio o in edifici abbandonati, ed a loro si rivolgerà un’attenzione particolare per invitarli ad accedere ai luoghi di accoglienza”.

“Per questo – continua il religioso -, si sono intensificati i contatti con gli altri enti che in città si occupano delle persone che, per motivi diversi, vivono in strada: i servizi sociali del comune, il SerD e le altre realtà di volontariato impegnate su questo fronte. La nostra unità di strada, e quelle della Cosep, della Papa Giovanni XXIII e della Croce Rossa in questi giorni intensificheranno la loro attività. Dal nostro osservatorio, sono circa 8 o 9 le persone che ogni sera vengono a chiederci coperte perché dormono fuori (a ciascuna vengono consegnate 2 o 3 coperte, per un totale di 24-26 coperte a sera). Quello che possiamo affermare con certezza è che il numero di persone che hanno necessità di questo tipo di servizi è cresciuto nell’ultimo anno e, purtroppo, si conferma in continuo aumento. Segno che il fenomeno non dipende solo dal freddo, ma anche dal calo di altri indici vitali: reinserimento difficile nel mondo del lavoro, appartamenti in locazione a prezzi sociali che mancano, accesso ai servizi sanitari, relazioni familiari e di buon vicinato, solidarietà e disponibilità al volontariato”.

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