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La Fabbrica alta, a Schio, è al centro di un progetto di rigenerazione culturale
La Fabbrica alta, a Schio, al centro di un progetto di rigenerazione culturale

Schio, si avvia a conclusione “Fabbrica Altra”

Schio – Giunge al suo culmine, e insieme alla conclusione, il percorso di partecipazione che dalla scorsa primavera ha coinvolto la cittadinanza di Schio, sollecitandola a immaginare nuova vita e nuove funzioni per la Fabbrica Alta. Nel calendario di incontri e attività proposte, domani, sabato 24 febbraio, dalle  15 alle 18 presso la sala Turbine del Lanificio Conte, c’è il workshop “Progetti e proposte per la rigenerazione del patrimonio industriale: idee per Fabbrica Alta”, che ancora una volta vedrà protagonisti cittadini e associazioni. A guidare il confronto sarà Fabrizio Panozzo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ideatore e coordinatore scientifico del progetto.

Sarà l’occasione per approfondire più concretamente alcune delle idee emerse, per poi sottoporle all’amministrazione comunale. Spiccano, tra le altre, le proposte di trasformare l’edificio in un mercato coperto per la vendita di prodotti a chilometro zero, o in un distretto creativo che accolga associazioni impegnate nei settori culturali. C’è anche chi pensa alla Fabbrica come a un “ascensore culturale”, una scuola, un “balcone fiorito”, un teatro stabile, la sede dell’archivio Lanerossi

“FabricAltra”, questo il nome del progetto, è promosso dal Comune di Schio insieme alla Fondazione Teatro Civico di Schio, con il coordinamento scientifico del Laboratorio di management dell’arte e della cultura dell’università Ca’ Foscari di Venezia. L’iniziativa prevede anche incursioni artistiche e creatività, con “Deus Ex Fabrica”, nell’ambito del quale, gli studenti del liceo artistico scledense Martini, allestiranno sabato, dalle 18 alle 19, in Fabbrica Alta, le “scatole sonore” realizzate durante il laboratorio condotto da Riccardo Marogna del Collettivo D20.

Sempre sabato, spazio poi, dalle 19 alle 19.30, all’esterno della Fabbrica Alta, alle performance realizzate ad hoc durante queste ultime settimane di “residenza virtuale” da alcuni degli artisti internazionali selezionati con la call del Collettivo D20, e impegnati a risvegliare la fabbrica a distanza tramite un’avanzata piattaforma tecnologica. A seguire, l’opportunità per il pubblico di sperimentare in prima persona e in modo semplice e intuitivo (tramite un tablet a disposizione) il dialogo possibile con la Fabbrica: ciascuno potrà illuminarla, azionare un carillon meccanico e farla risuonare. Sabato 10 marzo, giornata conclusiva di eventi e di festa con la città.

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