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Rimborsi M5S, pentastellati veneti rispondono

Venezia – Movimento 5 Stelle in questi giorni al centro di polemiche per la questione delle irregolarità di alcuni suoi esponenti nei rendiconti sulle restituzione allo Stato di parte degli stipendi. Il Veneto, naturalmente, non poteva fare eccezione, anche per il valzer di accuse ed insinuazioni (immancabile) provenienti da altri partiti (che, si noti bene, non restituiscono stipendi, né parti di essi). Nello specifico, è la deputata padovana Silvia Benedetti nell’occhio del ciclone, dato che il suo è uno degli otto nomi “incriminati” per aver omesso alcuni versamenti.

Silvia Benedetti
Silvia Benedetti

La Benedetti è intervenuta oggi con una nota e una foto di resoconti bancari (la foto in alto) documentando i bonifici fatti. “In cinque anni da deputata – spiega – ho versato 165.377,34 euro, soldi che fanno parte dello stipendio e dei rimborsi di ogni parlamentare che noi del Movimento Cinque Stelle abbiamo deciso di restituire dimostrando che la politica può essere fatta anche con meno soldi. Ho commesso alcuni errori formali nella rendicontazione degli ultimi mesi, errori per i quali mi assumo la piena responsabilità. Non ho rubato un centesimo di soldi pubblici e non ho fatto alcuna furbata per intascarmi nulla. Mi rimetto alle eventuali decisioni che verranno prese e continuo a riconoscermi nel mio percorso e nel lavoro fatto in questi anni con il movimento cinque stelle”.

Anche la consigliera regionale pentastellata Patrizia Bartelle è intervenuta sul tema per replicare, oggi, alle parole di un altro consigliere di Palazzo Ferro Fini, il leghista Nicola Finco. “Il 10 gennaio 2018 – scrive la Bartelle in una nota -, è una data che deve essere sfuggita al consigliere Finco, come devono essergli sfuggite quel giorno le mie dichiarazioni in cui rispondevo a quanto lui insinuava sui soldi che io percepisco e rendiconto. Gettando discredito sulla sottoscritta e offendendo pubblicamente la mia reputazione, affermava che i cinque consiglieri pentastellati veneti, quando si parla di soldi, predicano bene ma razzolano malissimo”.

“Il 10 gennaio scorso – continua la consigliere regionale – gli rispondevo con le cifre e i link al mio personale rendiconto, e concludevo raccomandando a Finco di fare bene i conti prima di accusare sparando nel mucchio. Evidentemente  non è bastato, dato che il consigliere leghista è nuovamente tornato a chiedermi di rendere conto di quanto restituito. A questo punto, ricordo a Finco che la Lega non eccelle quanto a trasparenza (vedi i 48 milioni di euro confiscati la scorsa estate) e quindi è ora che anche lui  pubblichi le pezze giustificative dei rimborsi presi ogni mese. E’ tempo che la gente sappia dove finiscono i soldi della sua attività politica, e pubblichi anche i soldi dell’Afm a cui aveva detto di rinunciare in campagna elettorale”.

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