Pfas, Bottacin replica alle parlamentari del Pd

Venezia – “A fronte di certe affermazioni del Pd viene da chiedersi: ma che film hanno visto?”. L’assessore regionale all’ambiente Giampaolo Bottacin replica alle affermazioni del Pd del Veneto e ad alcune parlamentari dello stesso partito all’indomani dell’incontro che si è tenuto a Roma tra i tecnici regionali, quelli ministeriali ed il comitato delle “Mamme No Pfas”.

“Per ripristinare un quadro che non sia del tutto fantasioso – fa presente l’assessore veneto – va ricordato che i filtri sugli acquedotti non sono stati pagati dai cittadini, ma li ha pagati la Regione, insieme ai nuovi pozzi di Carmignano, alla progettazione, alle indagini epidemiologiche, alle attrezzature di Arpav, alle convenzioni con due università, alla plasmaferesi purtroppo fatta interrompere dal ministro alla salute, ricorrendo ai carabinieri, e così via. Abbiamo agito immediatamente e per questo abbiamo avuto ben 34 ricorsi tra cui uno in cui la Miteni chiede 98 milioni come risarcimento danni”.

“La verità è – aggiunge – che finalmente si sta arrivando a sbloccare i fondi ministeriali per realizzare nuovi acquedotti per avere approvvigionamenti idrici esenti da pfas. Il fatto che il ministero dica che presto saranno sbloccati, dimostra in modo inequivocabile che tali fondi fino ad oggi non erano disponibili, smentendo categoricamente le affermazioni di alcune parlamentari che da quasi due anni continuano a dire che i fondi erano già nelle casse della Regione. Ad oggi, solo grazie agli interventi della Regione gli acquedotti garantiscono totale assenza di pfas”.

“A queste parlamentari ricordo che gli 80 milioni che arriveranno non sono del governo ma sono soldi dei Veneti – conclude l’assessore – anzi sono circa un duecentesimo del residuo fiscale veneto di un anno. Anche se una delle due parlamentari se ne è addirittura andata via durante l’incontro, le “Mamme No Pfas” hanno comunque ben potuto vedere con reciproca soddisfazione la stretta collaborazione tra Ministero dell’ambiente e Regione. Un incontro positivo dunque – e questo al di là delle sterili polemiche di chi urla solo per cercare un po’ di visibilità – tanto che lo stesso Ministero ci ha dato ragione anche sulla nostra richiesta di stato di emergenza”.

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